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venerdì 9 Dicembre 2022
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    Peculato all’ospedale di Monopoli, chiusa l’inchiesta

    MONOPOLI – L’indagine dei carabinieri prese spunto, nei primi mesi del 2019, dall’anomalo via vai di un dipendente della Asl di Bari, all’interno dell’ospedale San Giacomo di Monopoli, in cui lavorava come responsabile del magazzino economale. A sua volta, rappresenta il prosieguo dell’inchiesta cosiddetta dei “furbetti del cartellino”, sempre nella stessa struttura sanitaria, che  smascherò altri operatori solerti nel timbrare la presenza sul posto di lavoro ma che di fatto si dedicavano a tutt’altre faccende personali.

    Stamattina è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 10 persone, accusate a vario titolo di peculato, ricettazione, emissione di fatture false. 
    In più occasioni il responsabile del magazzino economale  era stato notato mentre entrava e usciva negli orari più disparati, anche nei giorni festivi, talvolta con pacchi o buste tra le mani che hanno insospettito gli investigatori. La successiva attività tecnica ha permesso di scoprire che si appropriava di materiale di vario genere, dai toner per stampanti per finire addirittura alla carta igienica, poi rivenduti ad altre persone attualmente indagate per ricettazione.  
    Ma il dipendente infedele sarebbe andato anche oltre, utilizzando i computer della Asl per finalità strettamente personali e procurandosi medicinali attraverso la complicità di un ausiliario in servizio all’ospedale di Monopoli. 
    Inevitabilmente, l’inchiesta si è allargata, coinvolgendo in tutto una decina di indagati. Oltre al responsabile del magazzino economale e al portantino (di fatto dipendente di una società esterna), ha coinvolto coloro che acquistavano la refurtiva (accusati di ricettazione) e alcuni commercianti monopolitani compiacenti che si sarebbero prestati a emettere scontrini fiscali per operazioni in realtà mai realizzate o di importo superiore al reale valore di mercato, poi contabilizzate dal dipendente infedele come acquisti  di urgenza per l’Amministrazione Sanitaria locale, così da potersi intascare la differenza tra quanto contabilizzato e quanto realmente speso.

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