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domenica 26 Giugno 2022
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    Pugno duro di Asl Bari: sospesi 57 sanitari non vaccinati

    Salgono a 68, gli operatori sanitari sospesi dalla Asl di Bari perché si sono sottratti alla vaccinazione anti-Covid. Nei giorni scorsi la sospensione dal lavoro ne ha colpiti 11, ieri altri 57. Asl Bari ha precisato che: «Proseguono le procedure di sospensione degli operatori sanitari che non hanno aderito alla campagna vaccinale. Dopo i primi provvedimenti adottati nei giorni scorsi per undici dipendenti no vax, la direzione generale della Asl di Bari ha infatti stabilito l’interruzione dalla attività lavorativa per ulteriori 57 operatori sanitari che hanno manifestato il rifiuto alla vaccinazione anti Covid o che non hanno risposto ai ripetuti inviti da parte della azienda».

    Nel frattempo prosegue l’attività di sensibilizzazione rivolta agli operatori sanitari recalcitranti affinché aderiscano alla campagna di immunizzazione dal Sars-CoV2, un’azione che vede impegnati i medici competenti e il Dipartimento di prevenzione della Asl barese. Secondo l’Azienda sanitaria si tratta di: «Un’azione che si sta rivelando efficace in quanto continua a ridursi sensibilmente il gruppo di sanitari che non avevano ancora effettuato la vaccinazione».
    Il direttore generale Antonio Sanguedolce rinnova l’invito a vaccinarsi agli operatori ricordando loro che possono accedere ai centri vaccinali aziendali senza prenotazione: «In seguito alle prime sospensioni, necessarie per tutelare la salute di lavoratori e utenti delle strutture ospedaliere e territoriali  – commenta Sanguedolce – abbiamo ricevuto riscontri positivi e per questo torno a sollecitare tutti gli operatori non ancora vaccinati a farlo senza indugio. Ricordo loro che gli hub e il medico competente sono a disposizione per effettuare immediatamente le somministrazioni».
    Nel provvedimento della direzione generale si legge che, i dipendenti non vaccinati vengono sospesi dal “diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o che implicano, in qualunque forma, il rischio di diffusione del contagio, e quindi dal servizio con privazione della retribuzione e di qualunque altro compenso o emolumento”. La sospensione resta valida, fino “all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021 o il diverso termine che la legge intenda prorogare”.
     

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