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venerdì 12 Agosto 2022
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    Promessa di guarigione degli alberi, Amati: «Non ci sono prodotti in commercio che curano le fitopatologie»

    Prodotti venduti come miracolosi per curare gli alberi infettati dalla xylella, ma il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati, avverte: «Non ci sono prodotti in commercio che curano le fitopatologie. La conferma in Commissione». La querelle, sollevata nei giorni scorsi dallo stesso Amati, riguarda i prodotti Nuovolivo e Nutrixgold pubblicizzati come ottimo rimedio al disseccamento e, quindi, all’eradicazione degli ulivi malati. Prodotti che sbandierano il logo del Comune di Lecce, per il quale il presidente della Commissione bilancio auspica la revoca dell’autorizzazione all’utilizzo del suo logo e quello dell’Università di Bari che dovrebbe, secondo il consigliere regionale, diffidare le aziende dall’utilizzo del proprio.

    E Amati incalza: «Come volevasi dimostrare: i tecnici dell’Assessorato regionale all’agricoltura hanno riferito che non c’è prova scientifica di efficacia sull’essiccamento da patologie allo stato incurabili, compresa ovviamente la Xylella, dei prodotti Nuovolivo e Nutrixgold. Spero che il Comune di Lecce revochi l’autorizzazione a usare il suo logo e l’Università di Bari diffidi all’utilizzo del proprio». La netta presa di posizione a latere della IV Commissione che ha ascoltato l’assessore Donato Pentassuglia e i tecnici dell’Osservatorio e dell’Assessorato, Salvatore Infantino e Gianluca Nardone.
    Poi entra nel merito: «Non esiste al momento un prodotto terapeutico in grado di contrastare il disseccamento degli ulivi provocato dal batterio Xylella o da altre fitopatologie allo stato incurabili. Ha usato parole nette il dirigente della Sezione dell’Osservatorio Fitosanitario, Infantino, il quale in Commissione ha spiegato che i due prodotti commercializzati nelle ultime settimane quali toccasana contro il disseccamento e utili a riportare gli ulivi allo splendore originario sono un mix di saponi naturali, Nuovoulivo, o coadiuvanti come il Nutrixgold». E chiarisce: «Ovviamente avremmo avuto piacere qualora fosse stato registrato un esito diverso e per così dire miracoloso, ma dobbiamo invece rilevare che restano ancora le buone pratiche agricole e l’eradicazione, almeno con riferimento alla Xylella, le uniche strade per prendere tempo nell’attesa della scoperta di una cura efficace». Poi Amati lancia un monito alle istituzioni: «Allo stato, dunque, non ci sono prove scientifiche per affermare l’efficacia dei prodotti esaminati nei casi di fitopatologie incurabili, per cui il direttore del Dipartimento agricoltura, Nardone, ha annunciato che si procederà attraverso gli uffici legali a valutare gli eventuali presupposti di pubblicità ingannevole, e lo stesso assessore Donato Pentassuglia ha ribadito che nessuno dei due prodotti può considerarsi un rimedio e che su questo si è già espresso il Comitato scientifico. Invito pertanto – chiude Amati – anzitutto i due enti il cui logo è stato debitamente o indebitamente utilizzato a mettere in campo azioni a tutela della propria credibilità. Soprattutto auspico che le amministrazioni pubbliche non commettano gli errori del passato dando credito a teorie non scientifiche che di danni ne hanno fatti fin troppi e che non ci hanno dunque permesso di comprare tempo e ridurre la distruzione. Nel corso dell’audizione abbiamo anche appreso, ed è questa un’incoraggiante buona notizia, di alcuni studi americani e spagnoli che sembrerebbero far ben sperare nell’utilizzo di alcuni virus che si nutrono del batterio. Ma bisognerà comunque vedere cosa accade nel passaggio dai laboratori ai campi».

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