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martedì 16 Agosto 2022
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    Ethnic Cook, un progetto al femminile che ‘profuma di buono’

    Bari, quartiere Libertà, piazza del Redentore: qui, nei locali attigui alla grande chiesa, è nato di recente Ethnic Cook, un bistrot sociale multietnico che di piccolo ha solo la dimensione del locale. Perché il suo contenuto è grande come il cuore della donna che lo ha aperto: Ana Estrela, nata in Brasile ‘anta’ primavere fa, a Bari dal ‘99, oggi Presidente dell’ETS – Coordinamento diaspore in Puglia – e importante punto di riferimento per le comunità di immigrati e rifugiati del capoluogo pugliese.

    “Grazie alla storia della mia famiglia, osservando il territorio e ascoltando le storie delle persone che ho incontrato, ho compreso che la cucina era la via giusta. Davanti al cibo si abbattono le barriere, cadono le differenze e le diffidenze”, racconta Ana.
    Oggi al Bistrot lavorano cuoche provenienti da 15 nazioni diverse; le stesse che hanno firmato alcune delle ricette contenute nel libro “Ethnic Cook – Sapori e storie dal mondo” fortemente voluto da Ana.
    Progetto prezioso e ben riuscito di integrazione e interazione con la città di adozione e i suoi abitanti, Ethnic Cook è nato nel 2013 come cucina-laboratorio itinerante, grazie alla vittoria del bando Urbis del Comune di Bari, e dopo l’esperienza avviata nel 2008 da Ana con l’Associazione Origens che promuove la cultura brasiliana attraverso la danza e l’arte. Al suo interno, dopo il lock down, Ana ha deciso di aprire anche una sezione femminile, chiamata Alba. Ed è proprio dal confronto interno delle donne qui coinvolte che è nato l’evento che il Bistrot ospiterà il prossimo 28 ottobre alle 19.00,  un incontro dedicato alla crisi afgana, in collaborazione con Giraffa Onlus e Pangea Onlus che si concluderà con piatti della cucina dell’Afganistan preparati dalle cuoche originarie del Paese oggi distrutto dai talebani. “Anche questo, in realtà, ci riguarda tutte, nessuna esclusa” ha concluso Ana “non possiamo lasciare che si spengano i riflettori sulla tragedia che sta vivendo la popolazione afgana, prima di tutto le donne”.
    I posti sono limitati, per partecipare è necessaria la prenotazione al 347.8130292.
     
     

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