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venerdì 12 Agosto 2022
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    Riaprono i frantoi della Puglia, ma la produzione cala del 30%

    I frantoi pugliesi riaprono i battenti, ma la campagna olivicola-olearia inaugura con il 30% di calo rispetto alle medie produttive storiche (145 milioni di kg contro le medie storiche di 200 milioni).

    E’ questo il quadro che emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, divulgata in occasione dell’apertura dei frantoi ad Andria (BAT), nell’azienda Antico Frantoio Muraglia, con la trasformazione delle olive in extravergine. Ad abbassare in maniera rilevante la produzione una congiuntura che vede complici le variabili climatiche, dal maltempo alla siccità, e gli effetti della Xylella anche sul patrimonio olivicolo di Brindisi.
    Ad influenzare la stagione olearia – evidenzia Coldiretti – l’assenza di piogge e la siccità che ha colpito il polmone olivicolo del Paese, la Puglia, regione che produce la metà del prodotto italiano, dove sono raddoppiati i costi per irrigare e garantire olive di qualità. Nonostante l’incremento produttivo a doppia cifra rispetto allo scorso anno, frutto di un concreto miglioramento di alcune aree (con punte del +40%) compensato al ribasso da altre zone, in generale la produzione pugliese resterà ben distante dagli standard tipici delle annate di carica con 145 milioni di chilogrammi contro le medie storiche di 200 milioni di kg”. “Non accetteremo alcuna speculazione sui prezzi dell’olio che è di eccezionale qualità”, afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, “perché’ i costi di produzione sono più che raddoppiati con pesanti ripercussioni sugli operatori seri della filiera, frantoi e produttori, che devono vedersi riconosciuto il loro lavoro con remunerazioni giuste”.
    A incidere sulle spese anche la crescita dei prezzi del petrolio, che “ha contagiato l’intera economia – sottolinea la Coldiretti Puglia – facendo aumentare anche i costi delle imprese: con l’avvio delle operazioni colturali gli agricoltori sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le attività di raccolta con i mezzi agricoli, per l’acquisto dei fertilizzanti, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne, mentre durante l’estate con quattro mesi di siccità perdurante sono lievitati i costi per l’irrigazione.

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