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venerdì 9 Dicembre 2022
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    Lupara bianca nel barese, arrestati mandanti ed esecutori

    Omicidio premeditato aggravato, violazione della legge sulle armi e delle misure di prevenzione, distruzione di cadavere, violenza e minaccia a pubblico ufficiale in concorso, estorsione aggravata. Sono le accuse con cui otto persone sono state arrestate dalla polizia di Bari e Bat.

    Agli otto pregiudicati è contestata anche l’aggravante mafiosa.
    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le vittime delle azioni di fuoco sarebbero state condotte in campagna con un inganno.
    Gli omicidi, commessi con il metodo della lupara bianca sono quelli di Sabino D’Ambra, 45 anni, avvenuto a Canosa di Puglia il 14 gennaio 2010; Giuseppe Vassalli, 32 anni, avvenuto a Canosa di Puglia il 18 agosto 2015; Sabino Sasso, 39 anni e Alessandro Sorrenti, 44 anni, avvenuti a Canosa di Puglia e Minervino Murge il primo dicembre 2003.
    «Le quattro vittime, conosciute e compartecipi delle azioni delittuose commesse dagli indagati, in particolare nel traffico e nello spaccio delle sostanze stupefacenti, furono uccise a colpi di pistola e, successivamente, i loro corpi dati alle fiamme», hanno spiegato gli investigatori nel corso della conferenza stampa oggi a Bari. «In un caso, ad una delle vittime venne anche fracassato il volto con un masso».
    Il movente sarebbe legato al controllo delle attività illecite, principalmente al traffico di sostanze stupefacenti e ai fenomeni estorsivi, nel territorio canosino.
    Contestare nei confronti di alcuni indagati l’estorsione ai danni di alcuni addetti di un luna park itinerante, allestito in occasione di una festa patronale. Secondo l’accusa, sarebbero stati costretti a corrispondere 2mila euro a titolo di protezione, dopo un’azione intimidatoria, consistita nell’esplosione di 53 colpi di fucile mitragliatore tipo Kalashnikov, all’indirizzo di attrazioni ludiche, automezzi e roulotte dei giostrai. Contestate, infine, la violenza e la minaccia nei confronti di un ufficiale di polizia giudiziaria, all’epoca dei fatti in servizio presso il commissariato di Canosa di Puglia, avvenuta il 7 agosto 2014. Furono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco contro l’auto, parcheggiata nei pressi del commissariato.
    Le indagini, svolte dagli agenti della Squadra mobile di Bari e Bat e del Commissariato di Canosa, sono state coordinate dalla Direzione distrettuale  antimafia di Bari e avrebbero risolto almeno quattro casi di lupara bianca nel nord barese.

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