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domenica 26 Giugno 2022
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    Usura, estorsione e frode: confiscati beni per 4 milioni di euro

    Passano definitivamente allo Stato beni per un valore di 4 milioni di euro: fabbricati e terreni appartenenti agli affiliati di un gruppo criminale, condannati con sentenza passata in giudicato, che facevano affari con usura, estorsioni e frodi fiscali e agivano con finalità e metodi mafiosi.

    La guardia di finanza sta eseguendo in queste ore la confisca dei beni che rappresenta l’epilogo di una tranche della complessa e articolata inchiesta “Baccus”, coordinata locale Dda e portata a termine negli anni scorsi dalla fiamme gialle dello Scico (servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata) e del Gico di Bari insieme con la squadra mobile di Foggia.
    Il provvedimento di confisca è stato emesso dalla prima sezione penale della corte d’Appello di Bari: tra i beni che passano allo Stato ci sono fabbricati e fondi agricoli nelle province di Ravenna e Forlì. Più di 4 milioni di euro il valore.
    L’operazione Baccus, che nel 2012 portò a 24 arresti, tolse il velo su un’associazione per delinquere, con base operativa in provincia di Foggia, finalizzata alla commissione di molteplici e gravi reati come l’usura e l’estorsione aggravati dal metodo e dalla finalità mafiose, nonché di frodi fiscali in danno dello Stato e dell’Unione Europea attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Dopo la condanna definitiva per 6 imputati, il sequestro dei beni diventa ora confisca.

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