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domenica 26 Giugno 2022
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    Un San Nicola in mattoncini

    Un San Nicola alto quasi due metri, interamente fatto di mattoncini Lego, sarà esposto, dal 3 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022, nel Museo Civico di Bari.

    Ne sono serviti 60mila per realizzare la riproduzione del Santo Patrono che farà bella mostra di sé, insieme alle opere selezionate nell’ambito del contest A brick for Nick, il concorso dedicato agli appassionati dei celebri mattoncini colorati e realizzato nelle scorse settimane in collaborazione con l’associazione Pugliabrick e con il contributo dell’Assessorato alle Culture del Comune di Bari. 
    L’impresa collettiva per la realizzazione del Santo Patrono di mattoncini è raccontata in un video: Bari, il suo porto, il lungomare, il mercato. E poi, ancora, lo stadio, il parco e, naturalmente, la Basilica. Un mattoncino che, dal mare, arriva in città per farle visita, attraversarla, per poi scoprire di essere solo una delle tantissime parti che, ritrovandosi, compongono un’opera da tempo intrapresa.
    Il video è targato Be Nicholas, il progetto di partecipazione che invita i baresi e non solo a farsi promotori, nella vita quotidiana, delle qualità tipiche di Nicola. Avviato lo scorso maggio, in occasione delle celebrazioni dedicate al Santo Patrono, Be Nicholas promuove, infatti, la realizzazione di una comunità di persone che condivide la volontà di essere Nicola, diventando protagonista di una nuova forma di cittadinanza attiva e partecipata, per realizzare, insieme, cambiamenti sociali a partire dal proprio contesto quotidiano: piccoli o grandi miracoli possibili. 
    A 6 mesi dall’avvio del progetto, i mattoncini di cui è composta l’opera prendono forma e consistenza in città e si ritrovano, si radunano, per comporre la figura alla quale l’intero progetto si ispira. 
    Il video racconta di un mattoncino che arriva dal mare: un’immagine che richiama la tradizionale narrazione legata all’arrivo del Santo in città e di alcuni degli episodi che maggiormente caratterizzano i racconti a lui connessi, così fortemente legati al mare. Racconta, poi, attraverso una serie di richiami simbolici e contemporanei, alcuni dei suoi patronati più noti: tra questi, quello nei confronti dei bambini e delle bambine, dei mercanti, delle ragazze da marito, dei pescatori e di chiunque si trovi in una condizione di necessità. In questo senso, particolare è il tributo a tutti coloro che affrontano quotidianamente la sofferenza derivante dalla pandemia da Covid19: a loro, durante il suo viaggio, il mattoncino dedica il suo passaggio davanti al Policlinico di Bari. 
    Il mattoncino prosegue il suo cammino ammirando la città, salendo sui mezzi pubblici, destreggiandosi nel traffico, esultando nello stadio e narrando, così, lo stretto rapporto che lega Bari al suo Patrono: una città che, storicamente, ha visto la sua immagine e il suo ruolo economico e geopolitico risollevati proprio dall’arrivo delle spoglie del Santo e che, tutt’oggi, si identifica con l’intero sistema valoriale e culturale a lui connesso. Un viaggio che da singolo diviene collettivo e dove l’unico mattoncino si trasforma, passo dopo passo, in un corteo ricco di colori, metafora di comunità. Una staffetta come metafora di un miracolo possibile.

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