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domenica 26 Giugno 2022
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    Albanese in pole per la candidatura a sindaco

    È quello di Egidio Albanese il nome più quotato, ad oggi, nel centrodestra tarantino per tentare la scalata a Palazzo di Città. Avvocato di lungo corso, ex presidente dell’ordine, è presidente del Ctp, Consorzio Trasporti Pubblici, di proprietà della Provincia (Giovanni Gugliotti lo nominò poco dopo la sua elezione). In questi giorni sta incontrando esponenti politici e consiglieri uscenti che fanno riferimento al centrodestra. Non è semplice per la coalizione riuscire a individuare un nome che unisca tutti. Nonostante l’assist fornito dalla maggioranza che ha sfiduciato Rinaldo Melucci, le divisioni tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia potrebbero trasformare una vittoria possibile in una disfatta. Non sarebbe, d’altronde, la prima volta. Dopo l’epoca di Rossana Di Bello, finita con la dichiarazione del dissesto finanziario del Comune, il centrodestra cittadino non è più riuscito a ricostruirsi. Una intera classe politica è stata azzerata lasciando un vuoto che nessuno è ancora stato in grado di riempire. Ci sta provando, già in queste ore, proprio Egidio Albanese. Negli anni passati il suo nome è salito all’attenzione della cronaca in quanto difensore di Emilio Riva, il padrone dell’acciaio che ha guidato per vent’anni l’Ilva di Taranto. Il suo nome come possibile candidato spuntò già lo scorso luglio, quando nessuno immaginava che a palazzo di città si stesse tramando per far cadere la giunta. Lui si affrettò a smentire con un comunicato.

    «Ringrazio per la stima tutti coloro che hanno pensato al sottoscritto – scrisse-. La cosa mi lusinga e mi gratifica di tanti sacrifici personali e famigliari fatti per rimanere ad operare nella mia città, cercando di migliorarmi e migliorarla. Leggermi, però, come sta accadendo in questi ultimi giorni, “accreditato” da un partito o movimento, mi induce a violare il solito riserbo per chiarire che non indosso alcuna “maglia”. Allo stato nessuna proposta mi è stata avanzata. Se e quando ciò dovesse accadere – conclude Albanese – ad opera di una coalizione avente un progetto serio e credibile per il futuro di Taranto e dei tarantini, prenderò la mia decisione».
    Evidentemente qualcuno in questi giorni si è fatto avanti. O probabilmente il nuovo scenario, così ghiotto per il centrodestra, l’ha convinto a scendere in campo. Restano da chiarire due cose: il ruolo che avrà At6 – Lega d’Azione Meridionale, il movimento che fa capo all’ex sindaco Giancarlo Cito, alle scorse amministrative arrivato al ballottaggio con la candidatura del figlio Mario; quanto le segreterie regionali e nazionali dei partiti abbiano intenzione di incidere nella scelta tarantina. Sia Giorgia Meloni che Matteo Salvini, appena appresa la notizia della sfiducia di Melucci, si sono affrettati a dichiarare che per il centrodestra si tratta di una occasione unica. Una opportunità per portare a casa una città roccaforte negli ultimi vent’anni per il centrosinistra e simbolo della riconversione industriale che il governo vuole attuare. Una partita di diversi miliardi di euro.

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