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venerdì 30 Settembre 2022
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    Salento, misteri e donne pugliesi ritratte dalla penna di Gabriella Genisi

    “La regola di Santa Croce” è il nuovo noir della barese Gabriella Genisi, edito da Rizzoli, che vede per la seconda volta come protagonista Chicca Lopez, la carabiniera salentina creata dalla scrittrice come contraltare della più famosa Lolita Lobosco, divenuta celebre in tutta Italia grazie anche alla omonima fiction tv, la più vista fra le serie italiane recenti con oltre sette milioni di spettatori.

    Di recente, Gabriella Genisi ha ripreso il tour di presentazione del romanzo, interrotto per la pandemia. A presentare il romanzo, nel Café Bistrot “Varietà” a Bari, la giornalista Donatella Lopez. La trama: nascosto tra le pietre del Salento, sulla facciata della Basilica Santa Croce di Lecce, un mistero per il maresciallo Chicca Lopez, che scopre una scritta incisa con un utensile: tre nomi e una data. Uno dei nomi attrae la sua attenzione, Eva, riportandola indietro nel tempo: nel Salento degli anni Ottanta, quando tre ragazzi si legano per sempre con un patto di sangue. Due amici di una vita e lei, una ragazzina bionda e bellissima. Ma in uno di quei pomeriggi di caldo e di cicale, Eva sparisce senza lasciare traccia. Chicca Lopez si ritrova faccia a faccia con quei segreti seppelliti nel passato e lotta, anche contro i pregiudizi di cui è vittima, per trovare la verità e non lasciare che Eva diventi una delle tante donne svanite nel nulla, troppo spesso uccise in nome di un crimine chiamato erroneamente amore.
    Gabriella Genisi, un femminicidio segna il passo del suo nuovo libro: non se ne parla mai abbastanza?
    «Sono tematiche che dovremmo affrontare quotidianamente. Scrivendo e facendo molte ricerche nella cronaca del passato, mi sono resa conto che le leggi, fino a non molto tempo fa, erano diverse: i casi di persone scomparse, soprattutto di donne, venivano spesso archiviati come “allontanamento volontario”, non si indagava. Invece sta venendo a galla che si trattava di femminicidi. Sono sepolte da qualche parte ma nessuno le cercava».
    Giubbotto di pelle e coda di cavallo, Chicca Lopez ha un carattere testardo e focoso. In cosa differisce da Lolita Lobosco, e quanto c’è di lei in entrambe?
    «In generale mi ispiro alle donne che ci camminano accanto tutti i giorni, alle donne come noi che combattono anche fra mille difficoltà. Non sono delle “Wonder Woman” ma sono delle donne autentiche, quindi cerco di tratteggiarle sempre nella forza e nella fragilità, nel pubblico e nel provato. In Lolita Lobosco, vivendo nello stesso ambiente, è inevitabile che ci sia qualche somiglianza, anche lei gira in cabrio, l’amore per il mare, per la cucina. Ma nella Lopez non c’è nulla. Lei è di molto più giovane, contemporanea, è della generazione di apertura ai cambiamenti, ai diritti civili. Ha anche una sessualità più fluida, ama le donne ma nel libro si avvicina anche a un modello maschile».

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