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domenica 25 Settembre 2022
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    «Manovra economica ingiusta e inadeguata», Cgil e Uil Puglia in piazza l’11 dicembre con Landini

    «La Puglia intende dare il suo contributo di mobilitazione per chiedere al Governo e alle forze politiche di cambiare una manovra ingiusta e inadeguata e che penalizza soprattutto il Sud», lo dicono i segretari generali di Cgil e Uil della Puglia, Pino Gesmundo e Franco Busto, in una nota congiunta all’indomani dell’annuncio delle organizzazioni nazionali di uno sciopero generale previsto per il prossimo 16 dicembre.

    I sindacati pugliesi confermano la manifestazione di sabato 11 in piazza Prefettura e Bari (le cui conclusioni saranno affidate al segretario generale Cgil, Maurizio Landini) e l’adesione alla manifestazione del 16 «perché i provvedimenti di natura economica e sociale presi sembrano ignorare la condizione in cui vive la maggioranza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, così come dei giovani afflitti da un precariato che colpisce oggi e nel futuro, perché impedisce di costruire un percorso previdenziale degno».
    Non c’è solo il fisco tra i temi alla base della vertenza che contrappone il sindacato al Governo, spiegano Gesmundo e Busto: «Lamentiamo un intervento che non è strutturale e non va nella direzione della progressività. Si concedono minimi benefici economici alle fasce di reddito più basse, di contro c’è un’inflazione e un aumento generalizzato dei prezzi che sta erodendo i redditi da lavoro e pensioni, tra i più bassi d’Europa», ricordano Gesmundo e Busto. «Fino alla scelta incomprensibile da parte delle forze politiche di destra di bloccare gli sgravi per i redditi oltre i 75 mila euro da utilizzare per attenuare il rincaro delle utenze. Un segnale anti sociale che sostenendo redditi più alti, cioè maggiormente presenti nelle aree più ricche del Paese, non fa che aumentare anche i divari territoriali».
    Così come sulle pensioni «si è scelto di non aprire un confronto strutturale di riforma del sistema, c’è un pieno ritorno alla riforma Fornero senza riconoscimento del carico del lavoro di cura delle donne, che impedisce loro di accedere in primis al lavoro, come dimostrano i dati Istat, e poi alla pensione o comunque di averla poverissima, per via del lavoro intermittente o part time. Una riforma che chiediamo anche alla luce dell’attuale struttura del mercato del lavoro, dove non si immagina nulla per frenare un precariato che è il marchio distintivo anche di questa ripresa».
    Sono le ragioni, concludono i segretari di Cgil e Uil della Puglia, che inducono «a intensificare la mobilitazione, giudicando inadeguata e socialmente ingiusta la manovra economica. Da un lato stiamo lavorando affinché gli investimenti legati al Pnrr e ai fondi strutturali creino nuovo sviluppo nel Mezzogiorno, dall’altro si predispone una legge di bilancio che non tiene conto delle condizioni che vivono i lavoratori, i pensionati, le regioni del Sud».
    Un controsenso, per i sindacati, «contro il quale chiamiamo tutti i cittadini a sostenere le nostre rivendicazioni e a partecipare alle nostre iniziative».

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