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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    La Statale 16 sotto inchiesta: perizia sui curvoni di Japigia

    Sotto inchiesta le curve-killer della Statale 16. La procura della Repubblica accende un faro sulle condizioni di sicurezza della tangenziale di Bari e dispone una perizia tecnica sui curvoni del tratto di Japigia. C’è soprattutto questo aspetto in cima al fascicolo che è sul tavolo del pm Michele Ruggiero. L’indagine si muove nel solco degli accertamenti innescati dalla scia di sangue dell’ultimo incidente mortale che si è verificato nella notte tra sabato e domenica lungo la strada statale 16, all’altezza dell’uscita 14 per via Caldarola, in direzione Nord. L’inchiesta è per omicidio stradale colposo e al momento – è un atto dovuto – nel registro degli indagati ci sono due nomi: chi era alla guida del carro attrezzi e il conducente dell’auto che il mezzo di soccorso stradale stava recuperando quando è stato colpito in pieno dalla Ford Mondeo su cui viaggiavano i giovani che hanno perso la vita. Il raggio dell’inchiesta punta, quindi, ad allargarsi. Sulla dinamica sono al lavoro i poliziotti della Municipale, che ieri mattina hanno fatto il punto in procura con il titolare del fascicolo. L’informativa con i rilievi sarà il primo passo per riannodare quei drammatici momenti: pochi istanti che per due giovani hanno rappresentato il confine tra la vita e la morte. Stando alle fasi del sinistro che sono state finora ricostruite, l’auto con a bordo i ragazzi avrebbe colpito in pieno il carro attrezzi fermo all’altezza della stessa curva e che in quel momento era alle prese con le operazioni di recupero di un altro mezzo. Cioè dell’auto che poco prima si era ribaltata rimanendo di traverso sulla carreggiata: un sinistro autonomo, il primo, avvenuto sempre in quella curva. Nel frattempo è quindi sopraggiunta la Mondeo con a bordo le vittime. La vettura si è ritrovata davanti il carro attrezzi centrandolo in pieno, e dopo una carambola da brividi si è schiantata contro il guard-rail. Il conducente, Francesco Galantino, di 35 anni, di Bisceglie, è stato trasferito d’urgenza dal 118 al Policlinico di Bari dove ha perso la sua battaglia contro la morte. Stessa drammatica sorte per Elena Lisco, 26 anni, di Bari, studentessa universitaria di Economia a Torino, che è arrivata in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere: il suo cuore ha smesso di battere poco dopo. Troppo gravi i traumi riportati nel micidiale impatto. Anche per lei, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Ferito in maniera non grave il terzo amico che viaggiava nella stessa vettura, l’unico che è scampato al peggiore destino. I veicoli coinvolti sono stati sequestrati dalla Polizia locale. Intanto, le salme dei ragazzi sono state restituite alle famiglie per i funerali: l’autorità giudiziaria infatti non ha disposto l’esame autoptico. Le cause della morte sono chiare e non necessitano di approfondimenti medico-legali. Sotto la lente degli inquirenti ci sono invece i due curvoni di quel tratto di statale-tangenziale che lambisce il quartiere Japigia.

    Tra le ipotesi del doppio incidente anche la velocità e l’asfalto reso viscido dalla pioggia battente, ma l’inchiesta vuole capire la quota di responsabilità di quelle curve maledette, non segnalate nel migliore dei modi, che rischiano di trasformare meno di due chilometri di asfalto in una trappola. Una serie di curve realizzate nell’arco degli ultimi tre anni nell’ambito dell’opera che prevede lo spostamento dei binari della ferrovia. L’indagine farà la radiografia al progetto. E per questo la procura di Bari incaricherà un consulente tecnico per una perizia ad hoc. Un accertamento che dovrà fornire le risposte che gli inquirenti cercano per stabilire se quei curvoni, così come sono stati progettati e realizzati, siano in grado di garantire a tutto tondo la sicurezza stradale anziché rappresentare un serio pericolo. Intanto, su quell’asfalto si sono spezzati i sogni e le vite di due giovani.

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