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venerdì 30 Settembre 2022
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    Bari, sciopero sui treni fino a domani: «È a rischio il lavoro di 60 manutentori»

    Nuovo sciopero per gli addetti agli impianti manutenzione corrente di Trenitalia di Bari e Lecce. La mobilitazione – che durerà dalle 21 di oggi alle 21 di domani – segue la precedente del 9 luglio scorso, alla quale hanno aderito circa il 100% dei ferrovieri baresi e una buona parte di quelli salentini. Ad oggi, infatti, è ancora del tutto incerto il futuro dell’impianto del capoluogo pugliese, la cui paventata chiusura sarebbe stata però posticipata al 31 gennaio prossimo.

    Sul tavolo, oltre alla presunta chiusura dell’Imc Bari, c’è il futuro di circa 60 famiglie che vivono grazie al lavoro prodotto dall’impianto. Se questo dovesse chiudere, il rischio per i lavoratori dell’indotto (ferrovieri, magazzinieri, manovratori, pulitori e manutentori) potrebbe essere quello degli ammortizzatori sociali, del trasferimento o, peggio, del licenziamento. «Siamo basiti su come Trenitalia sta gestendo questa vertenza – dice Fabio Lisco, segretario regionale Uiltrasporti con delega alle attività ferroviarie -. Così come ci lascia stupiti la totale assenza delle Istituzioni locali e regionali, da noi più volte sollecitate. Siamo fortemente preoccupati del destino di queste famiglie. Purtroppo ci risulta che già dieci manovratori, dal 1° gennaio, saranno probabilmente mandati a lavorare a 150 km da casa e questa è, per tutti, una sconfitta. Possibile che tale impianto non possa essere usato proficuamente? Chiediamo urgentemente una convocazione dai vertici di Trenitalia».
    «Abbiamo scritto a tutti, a Trenitalia e alle istituzioni, ma nessuno ad oggi ci ha dato riscontro – dice Salvatore Puzzovio, segretario regionale Fit Cisl -. L’attenzione che è stata dimostrata nei confronti di questa situazione lascia un po’ l’amaro in bocca perché ci aspettavamo più interesse per il futuro di queste 60 famiglie». Al centro della vertenza sindacale, oltre alla vociferata chiusura dell’Imc di Bari, anche la «completa disorganizzazione dei due cantieri, le mancate e dovute reinternalizzazioni dei processi manutentivi e il fermo totale della produzione pregiata, un tempo fiore all’occhiello dell’impianto barese» che, sino a qualche anno fa era tra i primi in Italia per la pulizia dei treni. Negli ultimi anni nell’impianto (uno dei più grandi al Sud) sono stati effettuati numerosi investimenti, anche economici, per l’aggiornamento, la messa in sicurezza e la manutenzione dello stesso.
    Dal giugno scorso il treno 607/614, ultimo convoglio che stazionava in Imc per la manutenzione e che quindi “produceva” lavoro, non ferma più a Bari, ma fa capolinea a Lecce, a sua svolta sommersa di lavorazioni. «C’è stato il forte ridimensionamento di un impianto centrale per il territorio pugliese, che potrebbe essere messo a disposizione di tante altre società» propone Puzzovio, che aggiunge: «La struttura è nuova si può mantenere aperta: in Puglia ci sono ben 5 società di trasporto ferroviario che potrebbero usarlo. L’Imc Bari è un elemento strategico per la manutenzione dei rotabili, perché chiuderlo?» si domanda il sindacalista.

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