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martedì 4 Ottobre 2022
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    Arrestato piromane seriale, ex addetto antincendio

    Sono quindici le ferite che avrebbe inferto alle splendide aree boscate di Cassano delle Murge, nel Barese, tra il 2020 e il 2021, le stesse che per anni, si suppone, ha difeso in quanto dipendente della Regione Puglia e addetto proprio al settore dell’antincendio boschivo.

    Dopo due anni di indagini, i Carabinieri Forestali hanno arrestato un uomo accusato di aver appiccato ben tredici incendi boschivi e due incendi di rifiuti speciali e solidi urbani nelle campagne della cittadina “porta” del Parco Nazionale Rurale dell’Alta Murgia.
    Un uomo «dotato di particolare esperienza e destrezza nel non lasciare traccia alcuna delle proprie azioni – spiegano gli investigatori – e mosso da una volontà concreta e reiterata di colpire il bosco».
    Quando ha appiccato gli incendi, tradendo anni di professione, l’uomo non era più dipendente della Regione da tempo: per lui – già gravato di precedenti penali per altri reati – le accuse sono di incendio boschivo ma anche di combustione illecita di rifiuti, tutti commessi con dolo secondo le forze dell’ordine.
    L’indagine è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, e dai militari del Gruppo Carabinieri Forestali di Bari, coordinati dalla Procura di Bari. Secondo le forze dell’ordine, alcuni degli incendi appiccati dall’indagato «non hanno prodotto conseguenze peggiori per l’ambiente e la pubblica incolumità, solo grazie al rapido intervento di mezzi e uomini degli enti e delle associazioni preposte alla campagna antincendio boschivo».
    I Carabinieri Forestali hanno ricostruito il profilo criminale del piromane grazie all’impiego di tecniche operative ed investigative basate sul punto di individuazione della probabile insorgenza degli incendi, associate all’utilizzo di tecnologie che hanno consentono il monitoraggio del territorio e l’identificazione del reo. Sono state, pertanto, repertate le aree percorse dagli incendi ed analizzate le modalità di propagazione dei roghi tenendo conto di una serie di elementi indiziari presenti sui luoghi e sulle cose, che hanno consentito di dimostrare il carattere doloso degli eventi nonché l’offesa arrecata al prezioso patrimonio boschivo.
    L’indagine ha dunque consentito agli investigatori di ricostruire la scena del crimine e di risalire all’autore seriale delle azioni delittuose: ferite aperte, che ora potranno essere rimarginate. La conclusione di questa indagine si colloca al termine di una stagione estiva caratterizzata da 137 incendi boschivi che hanno colpito le province di Bari e BAT mandando in fumo oltre 1000 ettari di bosco, con un danno ingente al patrimonio naturalistico e ambientale, considerando anche l’inquinamento generato dai roghi appiccati per smaltire rifiuti di ogni tipo.

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