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venerdì 30 Settembre 2022
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    Dorsale adriatica, Pagliaro: «Chiediamo alta velocità fino a Lecce»

    «Bari connessa alla dorsale adriatica della rete europea dei trasporti, mentre Lecce e Brindisi restano fuori. Quella che nella narrazione del presidente Michele Emiliano e dell’assessora ai trasporti Anita Maurodinoia è una mezza vittoria, per noi è una sconfitta. Di più: è un’umiliazione, l’ennesima, inflitta al territorio salentino, messo in stand by mentre Bari viaggia ad alta velocità». Così il capogruppo di “La Puglia domani”, Paolo Pagliaro, che chiede «il completamento dell’alta velocità fino a Lecce, e ribadiamo al governatore della Puglia che per il Salento l’autostrada Bari-Lecce non è una priorità, perché la statale di collegamento è sufficiente e non richiede il pagamento di un pedaggio. Il Salento esige una linea ferroviaria ad alta velocità: è una richiesta che ho messo nero su bianco in due mozioni che il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità ormai più di nove mesi fa, ma che sono rimaste su un binario morto».

    Il presidente Emiliano, intervenendo oggi alla conferenza stampa sull’inclusione della tratta Ancona-Bari nelle reti transeuropee TEN-T della dorsale adriatica, «ha gonfiato il petto sostenendo che le Regioni hanno fatto vedere all’Unione Europea che funzionano e che hanno capacità strategica – scrive Pagliaro -. Beh, se davvero avessero funzionato, l’estensione dell’alta velocità fino a Lecce non sarebbe ancora un miraggio che l’assessora Maurodinoia prospetta di programmare addirittura nel 2030. Il che vuol dire, con i tempi giurassici della nostra burocrazia, vederlo realizzato certamente non prima del 2050… Un orizzonte temporale inconcepibile per il territorio salentino, che grida vendetta per l’emarginazione infrastrutturale a cui è relegato da una politica miope e baricentrica. Pensare di programmare l’inclusione di Brindisi e Lecce nella dorsale adriatica fra dieci anni vuol dire condannare le mete turistiche più gettonate e l’intero territorio salentino all’isolamento. Disegno inaccettabile che ci batteremo per stracciare, senza mai stancarci di chiedere senza più rinvii l’alta velocità fino a Lecce, perché è lì che l’Italia comincia e non si ferma a Bari».

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