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martedì 27 Settembre 2022
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    Canosa. Ecco Lucky, il “guardiano” della parrocchia. Gli rubano la cuccia e i fedeli la ricomprano

    È anziano e malato, la sua cuccia è stata rubata mentre stava dormendo all’interno. Il mattino seguente le volontarie hanno trovato le coperte che lo riparavano dal freddo buttate per terra. Succede a Canosa di Puglia.

    È la storia di Lucky, un cane randagio adottato dai fedeli della parrocchia di San Giovanni Battista. Vive sul sagrato della chiesa dalla scorse estate. Ha perso la vista a un occhio, ha pochi denti e il pelo che diventa sempre più grigio.
    «Ad agosto abbiamo visto che si riparava qui davanti scavando buche nel terreno in cerca di frescura», racconta Valentina, una delle parrocchiane che quotidianamente si preoccupano di portargli cibo e acqua. È fra le poche persone di cui si fida. «È diffidente verso l’uomo. Se vede avvicinarsi qualcuno che non conosce, si allontana. È normale che questo accada per un animale abituato a vivere in totale libertà. Fino a poco tempo fa, infatti, era autonomo. Girava le strade della città. Adesso l’età per lui ha iniziato farsi sentire», afferma Sabina Di Giacomo responsabile sezione locale della Lega nazionale per la difesa del cane.
    Lucky grazie ancora una volta alla generosità dai fedeli della parrocchia, che ormai rappresentano la sua famiglia, avrà una cuccia tutta nuova. «L’abbiamo subito acquistata. Questa volta la faremo fissare nel terreno, in modo da scoraggiare chi in futuro vorrà ripetere un simile gesto», continua la volontaria.
    Per il momento ha trovato riparo per la notte in una cuccia provvisoria. «Pur fortuna – sottolinea la responsabile la responsabile della lega del cane – l’autore del furto non ha causato traumi in Lucky. La sua diffidenza verso gli sconosciuti lo ha sicuramente portato ad allontanarsi quando ha visto un estraneo avvicinarsi alla cuccia». I parrocchiani non si sono limitati solo al nutrimento dell’animale ma hanno provveduto con l’associazione alle cure mediche attraverso pomate e terapie per migliorare il suo stato di salute. «Per lui – prosegue la volontari della parrocchia – quella cuccia rappresentava la prima casa in tutta la sua vita ed era tutto quello che possedeva».
    Il parroco don Michele ha consentito sin da subito che il cane restasse all’interno dello spazio del sagrato. Del resto anche papa Francesco ha invitato l’umanità a perdersi cura del creato per porre fine alla crisi ecologica che il mondo sta attraversando. Lucky non è l’unico caso di cane di quartiere a Canosa. «I nostri amici a quattro zampe sono cittadini canosini a tutti gli effetti. Sono tutti microchippati e sterilizzati. Dopo un periodo di degenza li reimmettiamo nella zona di appartenenza. Non costituiscono affatto un pericolo per i cittadini che sempre più sono disposti a perdersi cura di loro. Credo sia importante che nelle scuole venga insegnato agli alunni e alle alunne come comportarsi nel caso in cui si dovesse incontrare un branco di cani sul nostro territorio. Loro non attaccano. Hanno semplicemente paura», conclude Sabina Di Giacomo. In città la sensibilità verso i cani di quartiere è tanta. Lo scorso mese di maggio è stata realizzata un scultura dedicata a Nuvola, un cane randagio che viveva nei pressi della villa comunale nel centro di Canosa. Anche in questo caso importante è stata la partecipazione dei canosini e della chiesa locale. Il basso rilievo, infatti, è stato posizionato in un giardino che rientra negli spazi della cattedrale di San Sabino.

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