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venerdì 27 Maggio 2022
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    Gli avvocati di Miniello ai giudici: «No ai domiciliari, non può reiterare»

    Il ginecologo barese Giovanni Miniello, agli arresti domiciliari dal 30 novembre per violenza sessuale aggravata nei confronti di due pazienti, non può reiterare i reati dal momento che non esercita più la professione medica.

    È in sintesi quanto sostenuto dalla difesa del ginecologo nell’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Bari, per chiedere la revoca della misura cautelare. In aula, dinanzi ai giudici del Tribunale della Libertà (presidente Giulia Romanazzi) e a tre dei quattro pm che coordinano l’indagine, il procuratore Roberto Rossi, l’aggiunto Giuseppe Maralfa e la sostituta Grazia Errede, l’avvocato Roberto Eustachio Sisto, difensore di Miniello, ha discusso per circa due ore.
    La difesa ha prodotto ampia e dettagliata documentazione che dimostrerebbe la cessazione dell’attività da parte di Miniello, medico in pensione che negli ultimi anni esercitava privatamente. Il ginecologo, infatti, ha ormai chiuso lo studio e dismesso il contratto con la segretaria, ha chiesto la cancellazione dall’ordine dei medici e, pertanto, non potrebbe reiterare presunti abusi su pazienti durante le visite ginecologiche. I giudici si sono riservati e decideranno entro la settimana. E mentre la difesa chiede che il professionista torni in libertà, è attesa nei prossimi giorni la fissazione dell’udienza per l’appello proposto dalla Procura, che chiede al contrario l’aggravamento della misura cautelare con il carcere.

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