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sabato 28 Maggio 2022
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    Da Leopoli a Cisternino. Una coppia ospita 12 bambini «Ma vorremmo fare di più»

    Mentre le istituzioni sono al lavoro per organizzare la macchina dell’accoglienza dei profughi che scappano dalla guerra in Ucraina, la rete del “passaparola” ha già dato il suo primo contributo. Nadiya Yamnych, originaria di Leopoli e il marito, Walter Trento, abitano a Cisternino e in questo momento ospitano in casa loro 12 bambini ucraini. Sono arrivati in Puglia grazie alla rete di conoscenze di Nadiya, che dopo l’inizio del conflitto, si è attivata per capire se ci fossero famiglie a Leopoli disposte a mandare subito i propri figli in Italia, al sicuro. Ricevute le prime risposte positive, lei e Walter sono partiti immediatamente con due pulmini per andare a prenderli.

    Come racconta Fabio Macaluso, avvocato romano e vicino di casa della coppia a Cisternino: «È stata una iniziativa spontanea. Dopo il primo arrivo adesso stiamo aspettando un secondo mezzo con a bordo altri cinque bambini e una donna incinta. Walter e Nadiya si sono fatti carico dell’accoglienza ma desso c’è bisogno di coinvolgere altre persone. Stiamo ricevendo centinaia di offerte di ospitalità ma per noi è difficile gestirle perché non siamo una Onlus, dobbiamo capire come muoverci adesso».
    I piccoli che sono già in Puglia stanno bene e per il momento sono tranquilli: «Per loro è un momento iniziale, bisognerà vedere nei prossimi giorni come reagiranno a questa dura prova – prosegue Macaluso –. Insieme ai medici e agli psicologi che ci hanno dato subito la loro disponibilità ad assisterli siamo pronti». Dalla prossima settimana verranno avviate invece tutte le procedure previste dalla legge per registrare alla Prefettura di Brindisi i bambini accolti da Walter e Nadiya. Ma le persone bloccate al confine in attesa di lasciare l’Ucraina sono ancora tante. E un intervento strutturato delle autorità diventa sempre più necessario di ora in ora. «Io personalmente andrei a prendere tutti ma il numero di profughi è così elevato che non può essere gestito solo dai privati – spiega Macaluso -. Da questo punto di vista devo dire che il comune di Cisternino è stato subito disponibile e si è messo prontamente in contatto con la prefettura di Brindisi per gestire al meglio il sistema dell’accoglienza». Ma il ringraziamento maggiore va ai tanti volontari che si sono messi a disposizione per andare sul posto a prendere materialmente le persone: «Paradossalmente adesso abbiamo più mezzi disponibili che persone da prelevare, anche perché ribadisco che dobbiamo prima capire a chi rivolgerci – conclude Macaluso -, non si può andare al confine dove ci sono migliaia di profughi al momento senza nessun riferimento. Anche perché stiamo cercando di dare la precedenza a chi qui ha già dei familiari o degli amici che li possono aiutare meglio».

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