Manchette
venerdì 27 Maggio 2022
Manchette
Altro

    Barletta, l’architetto Mazzola: «Per il futuro le periferie siano il nuovo centro»

    È di origini barlettane l’architetto Ettore Maria Mazzola docente di storia dell’architettura, urbanistica e tecniche costruttive tradizionali e progettazione presso la University of Notre Dame School of Architecture Rome Global Gateway.

    Mazzola, autore del testo presentato ieri nella sala rossa del castello di Barletta, intitolato “Rigenerazione Urbana”, affronta temi attuali che spaziano dalla “rigenerazione urbana” alla “sostenibilità” passando alla “resilienza”: parole chiave che hanno favorito interventi edilizi, anche nei centri storici, ma che spesso sono risultati l’opposto di quanto millantato.
    Barletta, a partire dagli anni cinquanta del Novecento ha subito devastanti opere di ammodernamento del centro storico e uno scriteriato sviluppo urbanistico della periferia.
    Grazie all’incontro organizzato dalla sede locale di Italia Nostra (associazione per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali), di cui anche l’architetto fa parte a livello nazionale, si è discusso di come nella città di Eraclio, oltre che del Pnrr si dovrebbe discutere, in vista delle imminenti elezioni ammnistrative, anche di un nuovo piano urbanistico generale (Pug) ormai quarantennale.
    Professore, quali le priorità urbanistiche per la città di Barletta?
    «Il Pug andrebbe approvato, da decenni ci sono state solo varianti, serve un piano che parta dal “disegno della città” che definisca gli spazi socializzanti piuttosto che limitarsi a zonizzazioni e lottizzazioni. L’urbanistica deve sviluppare il senso di appartenenza dei cittadini ai luoghi in cui vivono, piuttosto che focalizzarsi sulle sue funzioni. Oltre al Pug servirebbe un piano di recupero esteso alla “Città Consolidata” (termine usato dalla legge 457/1978 per definire il centro storico e la sua estensione fino ai primi del ‘900) così da restaurare correttamente edifici storici come palazzo Bonelli e palazzo Tresca».
    Da cosa dovrebbe partire il prossimo assessore comunale all’urbanistica?
    «Dalla riqualificazione delle periferie, ovvero una rigenerazione radicale: cancellare la parola periferia facendola divenire alternativa al centro: dalla “periferizzazione” dei centri storici occorrerebbe passare alla “centrostoricizzazione” delle periferie».
    Come si coniuga la rigenerazione urbana con lo sviluppo sociale, culturale ed economico della città?
    «Serve un approccio olistico che vada oltre l’efficientamento energetico e sismico investendo sull’economia locale e sul sociale. Basterebbe rifarsi a leggi e strumenti antecedenti al 1925-1926 che consentirono la realizzazione degli ultimi esempi di città degni di essere definiti tali a livello sociale economico nonché architettonico e urbanistico».

    - Inread Desktop -
    - Taboola -
    - Inread Mobile -
    - Halfpage Desktop -
    - Halfpage Mobile -

    Altri articoli