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sabato 28 Maggio 2022
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    Bari, due bimbe ucraine accolte alla scuola per l’infanzia Manzari-Buonvino

    Due bambine ucraine, in fuga da Leopoli con le proprie famiglie, sono state accolte, questa mattina, dalla scuola dell’infanzia “Manzari-Buonvino” di Bari dove hanno ripreso il proprio percorso scolastico, tristemente interrotto dalla guerra esplosa in Ucraina. Le due bambine saranno aiutate da un mediatore speciale: un bimbo italo-russo che conosce molte parole della lingua ucraina.

    Attualmente sono 18 i bambini di nazionalità ucraina accolti nelle scuole del capoluogo e altri venti entreranno a breve in classe, dopo gli adempimenti burocratici e vaccinali in corso. 
    «Negli ultimi giorni abbiamo accolto nelle scuole della città dei nuovi alunni provenienti dall’Ucraina – ha dichiarato l’assessora alla Pubblica istruzione, Paola Romano -. Sono momenti speciali, per noi adulti, che ci richiamano alle responsabilità della storia, e giorni molto delicati per i piccoli, per i quali ci stiamo impegnando affinché ritrovino, almeno in parte, una dimensione di normalità.
    Genitori e bambini ucraini, come accaduto ieri nella scuola Re David, spesso vengono accompagnati da splendide famiglie baresi che hanno scelto di accoglierli nelle loro case, dando loro un affetto incredibile – ha proseguito -. È grande la generosità della città di Bari, ampiamente dimostrata da famiglie che aprono le loro case e testimoniata con donazioni di effetti personali e occasioni di socializzazione, come corsi di nuoto o partite di calcetto, assieme a tanti piccoli gesti d’accoglienza. Stiamo ricevendo tantissimi segnali di solidarietà sincera da tutta la città: tutte le scuole cittadine pubbliche e paritarie, ad esempio, hanno offerto la propria disponibilità ad inserire bambini e ragazzi che ne avessero bisogno e tante associazioni hanno offerto loro la partecipazione gratuita a corsi sportivi o la fornitura di beni di prima necessità. Bari, insomma, sta dimostrando ancora una volta la propria vocazione all’ospitalità, resa ancor più evidente dalla semplificazione delle procedure speciali accordate in favore dei profughi ucraini».

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