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venerdì 27 Maggio 2022
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    Quando si può parlare di truffa online?

    Il reato di truffa è disciplinato nel nostro codice dall’art. 640 cp che introduce un’ipotesi molto ampia e, purtroppo molto comune di condotta penalmente rilevante. Il legislatore indica che la truffa è un delitto caratterizzato dalla volontà di spingere qualcuno in errore, mediante una condotta che tragga in inganno l’interlocutore del momento e, conseguentemente, cagionargli un danno patrimoniale con ingiusto profitto a favore dell’autore del reato.

    Dunque, secondo il nostro legislatore non è sufficiente sfruttare l’ignoranza altrui. Per poter ipotizzare questo tipo di reato è necessario porre in essere degli artifizi. Questi ultimi corrispondono a una messa in scena che sia preparata nei minimi dettagli per poter ottenere dei profitti, a discapito della vittima della truffa, una finzione che sia in grado di far apparire reale ciò che non lo è, o far apparire irreale ciò che in realtà è reale.
    Una delle forme più comuni del reato di truffa ai tempi di Internet è la cosiddetta truffa on line: si tratta di un reato che sul web viene declinato in molteplici forme, alcune delle quali sono anche molto sofisticate.
    Purtroppo incorrere in una truffa online è davvero molto semplice e le modalità attraverso le quali è possibile ritrovarsi inconsapevolmente in una situazione che non corrisponde al vero, sono svariate.
    Ci sono tanti piccoli consigli che è bene imparare a mettere in pratica per evitare una possibile truffa online e riconoscerla alle prime avvisaglie. Tra questi, a livello meramente esemplificativo, ricordiamo di:
    ·         evitare password banali, come quelle contenenti il nostro nome o quello di una persona cara seguito da numeri associati a date di nascita o ricorrenze;
    ·         evitare di utilizzare la stessa password per tutti i servizi online che ne richiedono una;
    ·         cambiare la password periodicamente e ricordarsi di memorizzarla in un posto sicuro (è sempre meglio tenerla in due posti diversi, in modo tale da riuscire comunque a reperirla in caso di dimenticanza);
    ·         non cliccare per nessun motivo su link sconosciuti, per esempio quelli che si ricevono spesso via mail;
    ·         non inviare i propri documenti via mail a persone che, per esempio, hanno messo in affitto un appartamento online senza dare la possibilità di vederlo dal vivo;
    ·         non scaricare file, applicazioni o programmi dal contenuto sospetto o non attendibile.
    Chi non è particolarmente avvezzo all’utilizzo del web e nel fare acquisti online, potrebbe andare incontro a una truffa su un e-commerce. Pertanto, nel momento in cui si compra su Internet, è bene procedere con cautela:
    ·         evitando di salvare i dati della propria carta di credito online;
    ·         utilizzando una carta prepagata contenente pochi soldi;
    ·         controllando i propri movimenti bancari, per esempio tramite l’attivazione di un servizio di sms alert per essere sempre aggiornati su tutte le transazioni che vengono effettuate dal proprio conto.
    Quando non si conosce un sito, si suggerisce sempre di fare una ricerca in rete per leggere le opinioni di altri utenti che hanno già comprato qualcosa e di verificare:
    ·         che il sito sul quale si vuole effettuare un acquisto online sia affidabile. La presenza del protocollo https assicura di solito che la trasmissione dei dati non sia intercettata. Un altro elemento che può certificare la sicurezza della sezione pagamenti è la presenza di un lucchetto;
    ·         che uno shop online abbia una sede legale e un numero di telefono da contattare.
    Nel caso in cui, nonostante tutte le precauzioni del caso, si avesse comunque la sfortuna di essere truffati online è possibile sporgere denuncia alle autorità competenti in materia (nello specifico alla Polizia Postale, che è la sezione della Polizia che si occupa della gestione di tutti i reati informatici).
    Nel caso in cui non si volesse denunciare l’accaduto, si può comunque segnalare il sito web, la mail o la pagina dai quali la truffa ha avuto origine alla Polizia Postale, attraverso gli appositi moduli che sono presenti sul loro sito.
    avv. Elisabetta Pratesi

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