Manchette
sabato 28 Maggio 2022
Manchette
Altro

    Assegno per i figli: quando non ci sono le condizioni per aumentarlo

    Con un ricorso di modifica delle condizioni relative all’affidamento ed al collocamento del figlio nato fuori dal matrimonio il genitore collocatario, dopo circa dieci anni dal primo provvedimento, che aveva stabilito in merito all’affidamento, al collocamento ed al mantenimento del figlio, proponeva una nuova domanda avente ad oggetto l’aumento  dell’assegno di mantenimento.

    Ovviamente giustificava questa richiesta con la circostanza che, passati dieci anni, il bambino fosse diventato un adolescente, con necessità maggiori che non potevano essere coperte dall’assegno di mantenimento stabilito con pregresso provvedimento anche in una misura piuttosto esigua. Si evidenziava che il ragazzo fosse oramai adolescente e che comunque impegnasse il genitore convivente, data anche la sua mole imponente (con un’altezza di oltre un metro e novanta), con l’acquisto di abbigliamento di foggia particolare.
    Di talchè quest’ultimo convocava l’altro genitore non essendo riuscito bonariamente ad ottenere una revisione dell’assegno.  Si costituiva nel processo il chiamato in causa, evidenziando che le sue condizioni economiche in realtà negli anni non avevano subito modifiche. Anzi il medesimo allo stato viveva solamente con una pensione di circa €900,00 al mese ed abitava in casa di proprietà, con il coniuge invalido. Tutti gli accertamenti  patrimoniali fatti confermavano questa condizione. Pertanto il genitore convocato in giudizio, pur rendendosi conto della necessità di dover aumentare l’assegno, perché le esigenze del figlio erano nel frattempo aumentate, chiedeva il rigetto della domanda, non avendo la possibilità di aumentare l’assegno e fare fronte ad un onere economico più gravoso di quello attuale.
    Il giudice si  trovava dinanzi alla necessità di dover dare o meno seguito al principio della Cassazione attuale secondo cui l’incremento delle necessità del minore dovuto all’età comporta un corrispondente aumento dell’assegno di mantenimento, che non può essere coperto unicamente dall’incremento Istat dovuto per legge. Negli anni (e tuttoggi) ci si sono visti emanare provvedimenti di modifica delle condizioni giustificati unicamente da questa circostanza ovvero dal cambiamento delle fasi di crescita  del minore. In genere l’aumento del mantenimento si ha nel passaggio da un corso di studi ad un altro. Non c’è bisogno di dimostrare null’altro.  
    Quindi per la revisione non è necessaria una modifica delle condizioni patrimoniali dei genitori, che magari può anche coesistere, ma è sufficiente un aumento delle esigenze del figlio per l’età raggiunta o per altre circostanze che lo riguardano. Questo il primo interesse prevalente da tutelare.Ma il Giudice si è visto di contro anche un’altra esigenza oggettiva da prendere in considerazione, ovvero quella di non poter obbligare un soggetto che non ha la disponibilità economica ed impegnarsi  oltre quello che già fa. Quindi tra i due interessi e principi, incremento delle esigenze del minore e l’impossibilità del soggetto di poter versare più di quello disposto nel provvedimento pregresso, il Tribunale in questo caso è stato costretto a  fare prevalere il secondo, stabilendo nel proprio provvedimento che, pur sussistendo il diritto del minore ad un incremento dell’assegno di mantenimento, “Ad impossibilia nemo tenetur” e quindi l’assegno non poteva essere aumentato per il figlio.
    “Rilevato che, in conclusione, la legittima aspirazione della genitrice ad una aggiornamento dell’assegno forfettario periodico, che sincronizzasse l’ammontare di quest’ultimo con l’oggettiva sopravvenienza dell’accrescimento delle esigenze del figlio beneficiario, ha trovato, nel caso di specie, un ostacolo insormontabile nella limitatezza, altrettanto oggettiva, della reale capacità contributiva dell’obbligato…rigetta il ricorso”. (così ha disposto in un suo decreto il Tribunale di Bari). In questo caso i diritti del figlio hanno ceduto di fronte alla impossibilità contributiva da parte del genitore non collocatario. 
    Avv.Cinzia PetittiDirettore della rivista www.Diritto§Famiglia.it

    - Inread Desktop -
    - Taboola -
    - Inread Mobile -
    - Halfpage Desktop -
    - Halfpage Mobile -

    Altri articoli