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sabato 28 Maggio 2022
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    Imprese, indebitamento in crescita: In esame i bilanci di 400 mila piccole aziende

    L’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili di Milano ha effettuato una ricerca sui bilanci di oltre 400.000 piccole imprese italiane evidenziandone le criticità.

    In un mercato fortemente condizionato dalle problematiche della pandemia e della guerra la maggior parte delle imprese del campione vedono una contrazione drastica del fatturato ed una crescita dell’indebitamento concentrato, sostanzialmente, nei confronti degli istituti di credito e del fisco.
    I debiti tributari sono fortemente cresciuti e condizionano qualsiasi possibilità di ripresa, anche alla luce dei vincoli imposti dalla recente riforma della crisi d’impresa.
    Da ciò deriva che, presumibilmente, anche i numeri connessi alla posizione debitoria dei singoli contribuenti abbia seguito lo stesso trend di crescita esponenziale.
    Va, inoltre, rammentato che, in un momento così complesso, secondo una ricerca della CGIA di Mestre, anche la pressione fiscale è aumentata nel 2021 ai livelli più alti di sempre, con il record storico del 43,5 per cento del Pil (159 giorni di lavoro necessari per pagare l’erario prima di poter guadagnare per sé).
    A tutto ciò si aggiunga che è ripresa a pieno ritmo l’attività dell’Agenzia della riscossione (essendo terminate le sospensioni previste dai decreti emergenziali) e questo sta generando ulteriori problematiche ad un sistema economico che sta cercando affannosamente di riprendersi (con tutte le incertezze causate dalla guerra in atto).
    Una situazione certo non confortante, ma che va affrontata in modo deciso per evitare un ulteriore impoverimento della popolazione.
    Le motivazioni di questo stato dell’arte sono, indubbiamente, molteplici e richiedono approfondimenti che non possono essere trattati in questa sede.
    È certo, però, che una riforma fiscale, anche la migliore, in un situazione di partenza come quella descritta, rischia di trovare un percorso molto in salita e di non generare gli effetti che, nelle intenzioni e nelle previsioni, dovrebbe avere.
    Noi commercialisti abbiamo in più occasioni lanciato “alert”su questo tema e richiesto alla politica interventi coraggiosi che aiutino il contribuente che ha dichiarato (e quindi non è evasore), ma non è stato in grado di far fronte al proprio impegno, di mettersi in regola.
    Gli strumenti possono essere tanti
    In primo luogo, di rapida attuazione, agevolare i pagamenti consentendo, perlomeno per un anno, di accedere in modo automatico alle rateizzazioni delle cartelle fino ad un massimo di € 500.000,00 (e non 60.000,00 come attualmente).
    Si potrebbe, inoltre, procedere alla tanto annunciata rottamazione quater che, però, veda un piano di pagamento maggiormente diluito nel tempo rispetto alle precedenti).
    Per una soluzione che desse veramente ossigeno, soprattutto alle piccole realtà ed alle famiglie, vi è anche l’alternativa di una vera e propria pace fiscale.
    Sono tutti strumenti percorribili che consentirebbero al Paese di ripartire veramente con una riforma efficace ed una maggiore attendibilità dei valori del magazzino fiscale.
    Ritengo, infine, che la tesi che le soluzioni proposte non siano attuabili per carenza di coperture non pare convincente, sia perché, quando se ne ravvedono le ragioni di emergenza, alla fine le risorse effettivamente si trovano, sia perché ognuna delle soluzioni sopra prospettate consentirebbe di recuperare liquidità da crediti ad oggi difficilmente recuperabili.
    Marcella Caradonna
    Presidente Ordine dei Commercialisti di Milano

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