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sabato 28 Maggio 2022
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    Dieci mila euro per il figlio punito dai genitori

    E’ balzata all’onore delle cronache una sentenza del Tribunale di Pavia della quale è stata data notizia il 10/05/2022 che ha condannato, oltre che penalmente,   al risarcimento del danno due genitori che avevano abusato dei mezzi di correzione nei confronti dei due figli,  rispettivamente di dodici e sedici anni. L’abuso dei mezzi di correzione è consistito nell’aver picchiato i ragazzi con una scopa e frustrato con un cavo elettrico. Il motivo? Non erano soddisfatti  dei loro risultati scolastici che, peraltro, erano anche superiori alla sufficienza. I ragazzi in questione avevano denunciato il comportamento dei genitori alla Procura della Repubblica, la quale li aveva indagati per maltrattamenti in famiglia. Successivamente poi, giacchè l’episodio era rimasto circoscritto all’abuso dei mezzi di correzione, veniva derubricato il reato. La sentenza ha stabilito un risarcimento danni nei confronti direttamente dei minori nella misura di €10.000,00 ciascuno. I predetti minori nel frattempo erano anche stati allontanati dalla famiglia di origine nell’ambito di un procedimento dinanzi al Tribunale per i Minorenni.  Abbiamo assistito in questi anni a genitori che picchiano i figli per i cattivi voti a scuola, a genitori che aggrediscono i professori perché questi si permettono di dare voti non soddisfacenti o fanno semplici e doverosi richiami ai loro alunni indisciplinati.  Insomma vi sono genitori che non hanno mezze misure nei confronti dei professori e dei figli. Abbiamo visto condanne penali anche pesanti per lesioni nei confronti dei docenti vittime di violenza.

    Nel caso che ci occupa si è trattato forse di uno dei   primi casi  di risarcimento danni riconosciuto in favore dei figli quale ristoro del danno morale subito a causa del comportamento dei genitori.  Il caso affrontato dal Tribunale di Pavia era limitato alla questione scolastica ma purtroppo ancora oggi ci sono genitori che pensano di potersi comportare da padri padroni, elargendo punizioni corporali o anche solo di carattere psicologico ai figli.  Entrambi i tipi di punizione sono da condannare ed entrambe possono essere attenzionate dal Tribunale per i Minorenni o dal Tribunale ordinario se già in corso un giudizio di separazione o divorzio, il quale interviene quasi sempre allorquando c’è una denuncia/querela che riguarda minori.  Spesso accade che quando i genitori si querelano, magari nell’ambito di un procedimento di separazione per situazioni avvenute nell’ambito delle mura familiari, e che vedono direttamente coinvolti i figli con maltrattamenti nei loro confronti o indirettamente perché hanno assistito ad una violenza (c.d.violenza assistita) si apre, salvo non si intraveda manifesta infondatezza della querela, un procedimento dinanzi al Tribunale per i Minorenni.  Questo ovviamente andrà sino in fondo incaricando in primo luogo i servizi sociali affinchè relazionino sul nucleo familiare.
    In genere questi procedimenti non si esauriscono in poco tempo in quanto la famiglia viene monitorata dai servizi sociali per un lasso temporale significativo, aggiornando il giudice con relazioni sociali. Laddove ci sono casi più importanti, del tipo sospetti di abusi o maltrattamenti, le misure possono essere drastiche, quali l’allontanamento dei minori dalla famiglia od anche di  mero controlli con attivazione  per esempio di un servizio di “sorveglianza speciale” quotidiana o settimanale denominato ADE (Assistenza Domiciliare Educativa). Ricordo un recente caso portato all’attenzione del Tribunale di Bari, nell’ambito di un giudizio di separazione giudiziale,  in cui una genitrice abusava frequentemente  dei mezzi di correzione nei confronti dei suoi quattro figli. Ora li  chiudeva in uno sgabuzzino al buio, ora li faceva rimanere senza cena, ora ancora  inveiva  nei loro confronti denigrandoli ed umiliandoli (illuminanti registrazioni effettuate dall’altro genitore, in fase di separazione, che aveva assistito alla scena venivano sottoposte al Giudice istruttore dopo l’intervento ed il deposito di una perizia fonica). A seguito di consulenza tecnica d’ufficio, disposta con urgenza dal Giudice, veniva emesso un provvedimento che, pur ritenendo opportuno per l’interesse dei minori la loro permanenza presso la madre,  ordinava l’immediata attivazione  del  servizio di monitoraggio domiciliare tre volte alla settimana.
    La genitrice anche veniva ammonita che in caso di  ulteriori segnalazioni sarebbero stati adottati provvedimenti immediati e ben più drastici. Una sorta di messa alla prova del genitore abusante, pertanto. Quanto avviene nell’ambito delle mura domestiche non rimane sempre lì circoscritto. Il diritto, in questi casi, non “lambisce la famiglia” ma ci entra a spada tratta posto che c’è da tutelare i soggetti più fragili.
    Avv. Cinzia Petitti Direttore della rivista www.dirittoefamiglia.it https://www.facebook.com/DirittoFamiglia  

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