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sabato 28 Maggio 2022
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    Ex Ilva, Genitori tarantini scrivono a Mattarella: «No a sottrazione risorse bonifiche. Non consenta ulteriori sacrifici»

    «Presidente Sergio Mattarella, a Taranto anche i bambini si ammalano, soffrono e muoiono in percentuali di molto maggiori rispetto al resto dell’Italia». Comincia così la lettera-appello che l’associazione Genitori tarantini ha indirizzato al capo dello Stato.

    «Faccia il padre, presidente Mattarella: equo con tutti i suoi figli e ben disposto verso quelli più in difficoltà», scrive l’associazione, «affinché eserciti il potere di cui all’art. 74 della Costituzione, non promulgando la legge di conversione del Dl contenente norme contrastanti con le recenti sentenze della Cedu, intervenute nelle more dell’iter di conversione».
    Il riferimento è al Decreto Ucraina bis o tagliaprezzi, «il cui articolo 10 – osserva l’associazione – sottrae proprio risorse (150 milioni di euro, ndr) destinate alle bonifiche, già ritenute insufficienti, nonostante il Parlamento avesse bocciato analoga norma contenuta nell’ultimo decreto Milleproroghe».
    Il Governo, puntualizza il movimento di genitori, «lo ha riproposto accampando la scusa della situazione emergenziale creatasi per la guerra. Che sia un pretesto è evidente in quanto non esiste alcuna logica spiegazione sul perché l’evento guerra debba fare venire meno le bonifiche». Nel frattempo, rammenta l’associazione, «a carico dello Stato italiano sono arrivate, in data 5 maggio 2022, altre quattro condanne da parte della Corte Europea per i Diritti Umani (di conferma della condanna del 2019 relativa al caso Cordella). In tutte le sentenze si pone in evidenza come le mancate bonifiche violino i diritti umani dei residenti».
    Inoltre, il rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’Onu (UNHRC, 12/01/2022) indica Taranto come una delle cosiddette «zone di sacrificio» in relazione all’inquinamento prodotto dalla grande industria. Secondo i Genitori Tarantini, il presidente Mattarella «ha il dovere di conformarsi alle sentenze della Cedu, alle linee guida UNHRC e di essere garante della Costituzione. Se non lo fanno Governo e Parlamento ha il dovere di esercitare i poteri che la Costituzione attribuisce (al capo dello Stato) proprio in casi come questo. Non consenta – concludono – che si consumi un ulteriore sacrificio del popolo tarantino, ancora una volta deriso, umiliato, offeso nella dignità».

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