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sabato 28 Maggio 2022
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    Ucraina, cresce il rischio nucleare

    Settantanovesimo giorno di guerra in Ucraina. Kiev propone a Mosca di scambiare i combattenti gravemente feriti nell’acciaieria Azovstal di Mariupol con i prigionieri di guerra russi ma secondo la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk «non c’è ancora nessun accordo»e quindi proseguono le trattative.

    Intanto, le autorità nominate dagli occupanti russi a Kherson annunciano di voler offrire a tutti passaporti russi. «Emetteremo passaporti già quest’anno», annuncia il numero due dell’amministrazione russa a Kherson, Kirill Stremousov, secondo quanto riferisce la Cnn.
    Svezia e Finlandia, le due nazioni scandinave prossime a chiedere l’adesione alla Nato, firmano patti di difesa con la Gran Bretagna: in base alle intese firmate dal primo ministro Boris Johnson, Londra «non esiterebbe a intervenire» inviando truppe nei due paesi in caso di aggressione russa.
    Intanto al fronte la notte non è stata per nulla facile: le truppe russe hanno colpito il distretto di Kryvyi Rih nella regione di Dnipropetrovsk, nel sudest, usando anche munizioni vietate al fosforo e a grappolo.
    Mosca “alza la voce” e continua a chiedere di fermare l’nvio di armi a Kiev perché «aumenta la probabilità di un conflitto aperto e diretto tra Russia e Nato, che potrebbe sfociare in un conflitto nucleare», ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. Proprio ieri il presidente e il premier finlandesi hanno annunciato di volere l’adesione alla Nato “senza indugio”. «La Russia darà “la risposta più risoluta” se qualcuno deciderà di “interferire nell’operazione speciale militare” di Mosca in Ucraina», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Peskov ha riconosciuto che gli Usa, come la Russia, stanno “cercando di evitare uno scontro diretto tra Mosca e la Nato”. Tali assicurazioni, ha aggiunto Peskov, sono state date da Mosca, Bruxelles, e, “ciò che è più importante, da Washington”, compreso il presidente Biden. «Le sanzioni imposte alla Russia sono in gran parte responsabili di una crisi economica globale», ha detto il presidente Vladimir Putin. «Le sanzioni antirusse, conseguenza dalle “ambizioni politiche miopi” dei leader occidentali e dalla loro “russofobia”, danneggiano maggiormente proprio le economie dei Paesi che le adottano e “il benessere dei loro cittadini” e provocano “una crisi globale».

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