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sabato 28 Maggio 2022
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    Gallipoli, piazzano pedana abusiva su stallo disabili. Vigili muti

    È colpita da “strabismo”, la polizia locale di Gallipoli? Da una parte emette ordinanze a raffica, ben 10, affinché altrettante attività di ristorazione che hanno occupato lo spazio esterno senza avere ancora una concessione ripristinino lo stato dei luoghi; dall’altra non “vede” una pedana abusiva che addirittura occupa uno stallo per disabili in via Riviera Colombo, 33. Quindi? Se per i trasgressori senza titolo occorreva un’ordinanza di ripristino dei luoghi – come è stato diligentemente fatto dalla polizia locale – per la pedana abusiva si imponeva un provvedimento di sequestro penale e di rimozione immediata della struttura.

    Con ordine. Le dieci ordinanze impongono il ripristino entro la giornata di giovedì prossimo, ma di fatto non produrranno effetti immediati e quindi anche quest’anno il farwest degli spazi all’aperto “rispetterà” la tradizione. Se si calcola che per l’ordinanza ci sono i canonici 60 giorni per l’impugnazione e poi il ricorso al Tar che normalmente concede la sospensiva in attesa del merito – specie se, come spesso, accade il Comune non si costituisce -, è evidente che i ristoratori possono tranquillamente contare sullo spazio extra large.
    Ma il punto, nel caso di specie, riguarda il fatto che se alcuni – grazie alle vie tortuose della burocrazia e della giustizia – possono garantirsi incassi più lauti, altri possono contarci perché l’abuso è tollerato. Per l’appunto è il caso di un locale con licenza per cibo da asporto al quale, ovviamente, non potrebbe essere concessa l’occupazione di suolo pubblico e in più certamente non su uno stallo per disabili. Ma già nell’estate dell’anno scorso lo stallo per disabili era occupato senza che la polizia locale rilevasse l’abuso (la segnalazione del parcheggio era, infatti, “circondata”, come documentato dalle foto postate sulla pagina Facebook del locale). Ma quest’anno il locale ha deciso di andare oltre: segnaletica segata e pedana piazzata, peraltro a occupare buona parte della carreggiata.
    E non basta. Per la pedana “fantasma”, l’attività in questione non ha neppure presentato istanza di concessione ben sapendo di non avere titolo ad ottenerla. Doppia beffa, dunque, perché qui non si tratta di un ristoratore che si è “allargato”, ma di uno che proprio non ha diritto ad occupare spazio pubblico e in più – con prepotenza – priva i disabili della possibilità di parcheggio che farebbe gridare allo scandalo se l’occupazione fosse momentaneamente fatta da un anonimo automobilista, ma a Gallipoli – a quanto pare- funziona così.

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