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sabato 10 Dicembre 2022
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    Le mani dei clan sulle spiagge dei baresi. Da nord a sud, i riflettori della finanza

    Le mani della criminalità sulle spiagge dei baresi. Da Pane e pomodoro a San Girolamo, da sud a nord, la lunga striscia di sabbia che d’estate diventa il luogo di vacanza dei cittadini, solletica gli appetiti dei clan locali. E la gestione di ristorazione e organizzazione di eventi finisce sotto la lente della guardia di finanza.

    Dopo gli anni di blocco dovuti a problematiche di vario genere, e in particolare dopo la sospensione forzata generata dal lockdown per la pandemia da Covid 19, prima ancora che i lidi pubblici riaprissero le porte, la malavita barese avrebbe già messo le mani, tramite azioni non ufficiali, ma sulle quali sarebbero già al lavoro gli inquirenti.

    La Direzione distrettuale antimafia di Bari starebbe in sostanza valutando una serie di situazioni, in base ad atti e documenti inviati alla guardia di finanza.

    Negli anni scorsi, proprio la gestione della spiaggia di Torre Quetta era finita al centro di vicende giudiziarie, avviate a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, in buona parte vicini ai clan Parisi-Palermiti. Domenico Milella, l’ex braccio destro del boss del quartiere Japigia Eugenio Palermiti, in particolare, aveva evidenziato all’antimafia la «presenza di pregiudicati ed appartenenti ad organizzazioni criminali nella gestione dei chioschi sub appaltati». Tra questi persino un nipote del boss. Milella aveva poi raccontato dei rapporti di Orlando Malanga, considerato dagli inquirenti il trait d’union tra la società da lui amministrata, “Il Veliero” (che gestiva anche il bar di Pane e pomodoro) e i clan, con alcuni pregiudicati. Nel corso di un interrogatorio, aveva spiegato: «Li fa campare prima tramite il bar, poi gli appalti, insomma ha messo le persone a lavorare».

    Una scelta obbligata, secondo Milella, perché «tenere il figlio di qualcuno amico» del clan rappresentava «una protezione».

    Dichiarazioni che, secondo la Procura, sarebbero state «sintomatiche dell’attualità dei collegamenti di Malanga con la criminalità organizzata, tanto che la ditta ha formalizzato il suo licenziamento solo nel novembre 2020, dopo la discovery» delle rivelazioni, e «dimostrano l’attualità e concretezza del pericolo di permeabilità mafiosa dell’impresa».

    Per questo, la Procura a giugno scorso aveva impugnato il provvedimento con cui era stata sospesa l’interdittiva antimafia precedentemente emessa per la società “Il Veliero”. A dicembre, però, la situazione era stata ribaltata dai giudici della Corte di Cassazione, che avevano annullato con rinvio in Corte d’appello, restituendole, fino a nuovo processo di secondo grado, la gestione del bar di Pane e pomodoro e della spiaggia di Torre Quetta. Nel frattempo, i due lidi sono stati affidati dal Comune di Bari per l’estate 2022 ad altre società.

    Gli investigatori stanno anche tenendo d’occhio i chioschi sul lungomare nord, nella zona di San Girolamo, per valutare possibili infiltrazioni criminali nella gestione di bar e piccola ristorazione. Intanto, ieri, la polizia municipale ha sanzionato i gestori dell’azienda di Sannicandro, Flora Group, vincitrice della gara per il servizio di piccola ristorazione con tre food truck a Pane e pomodoro, e che in attesa che siano pronti i chioschi in legno si erano presentati con una paninoteca ambulante.

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