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sabato 10 Dicembre 2022
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    Referendum, ora è protesta contro il silenzio. Sciopero della fame per Calderoli

    Il senatore della Lega Roberto Calderoli ha annunciato lo sciopero della fame per il silenzio dei media sui temi del referendum sulla giustizia, promosso da Radicali e Lega, che si tiene il 12 giugno. «I radicali hanno diffuso i dati che ne evidenziano l’assenza da tv e giornali. Ma questa è l’ultima settimana per raggiungere il quorum. Io faccio un appello: ciascuno di coloro che hanno deciso di votare adottasse un astensionista e lo portasse al voto, il quorum sarebbe bell’e fatto», ha detto Calderoli al Corriere della Sera raccogliendo subito la solidarietà dell’associazione Amici di Marco Pannella che si è unita al digiuno del vicepresidente del Senato.

    Digiuno anche per Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale affinché i due terzi di italiani che non sanno nulla dei referendum sulla giustizia siano informati dai media, soprattutto pubblici. E sono tante le adesioni allo sciopero della fame, da Monica Rizzi, ex assessora regionale in Lombardia a Mirko De Carli, consigliere nazionale del Popolo della Famiglia, a Matteo Intermite, coordinatore di Più Europa Gallarate e Alessio Alberti di Italia Viva. Sponda referendaria anche da Forza Italia.

    «Mostrare con fierezza i nostri colori nella propria città significa lavorare per il proprio territorio ed è, al contempo, il miglior modo per ringraziare il presidente Berlusconi di tutto quello che ha fatto e continua a fare per noi, perché senza di lui nessuno di noi sarebbe qui oggi a mettersi in gioco. Anche per questo, il nostro impegno deve essere rivolto non soltanto alle elezioni comunali, ma anche ai referendum sulla giustizia. Quella per una giustizia realmente giusta, non politicizzata, non condizionata dall’assurdo gioco di potere tra le sue correnti o dalle porte girevoli, è una battaglia storica di Forza Italia e di Silvio Berlusconi. Non solo, è soprattutto una battaglia sacrosanta, tanto che questa riforma ci è stata chiesta dall’Europa come condizione per ricevere i fondi del Recovery Plan. E’ la dimostrazione che avevamo ragione, che questo nostro impegno di oltre 25 anni era necessario e lo è tanto più adesso che insieme a tutti i cittadini abbiamo l’opportunità di portare a compimento quella riforma della giustizia italiana che in Parlamento è risultata un po’ troppo timida, perché frutto di un compromesso tra le eterogenee forze di maggioranza», ha ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato.

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