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sabato 10 Dicembre 2022
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    Le molecole dell’amore: una cosa meravigliosa

    In un vecchio film si affermava che l’amore è una cosa meravigliosa e da sempre poeti e scrittori sono affascinati da questo sentimento e ne hanno fatto il centro della loro produzione. E se la vecchia rima “amore cuore” funzione per tutte le canzonette, non tutti sanno cosa succede dal punto di vista biologico in un rapporto sentimentale, nel corso del quale un ruolo fondamentale viene svolto da una serie di molecole che si succedono durante la relazione, scandendone tempi e modi.

    La sensazione di euforia che provoca lo stare accanto alla persona amata è dovuta al rilascio di dopamina. Ecco perché non si riesce ad evitare di sentire o vedere il partner, di mandargli messaggi, di stare insieme. Questo neurotrasmettitore viene rilasciato dai neuroni, ogni volta che ci troviamo di fronte ad uno stimolo che provoca piacere. Dopo aver svolto la sua funzione euforizzante, viene eliminato dall’organismo e tutto ritorna in equilibrio. Il mancato smaltimento, come nei casi delle dipendenze patologiche, determina il fenomeno della cosiddetta tolleranza, ovvero per ottenere la sensazione di piacere è necessaria una dose sempre crescente della sostanza stimolante.

    L’adrenalina, invece, è responsabile di quello stato particolare in cui molti soggetti si ritrovano nella parte iniziale di un rapporto e che viene descritto come il sentire le farfalle nello stomaco.

    Ma il vero protagonista di questa fase è la feniletilamina, e allora ecco che compaiono euforia, tachicardia, eccitazione sessuale, inappetenza, insonnia. Una sensazione di benessere generalizzato e gioia ci invade in maniera perenne e si cerca assolutamente l’altro. Il partner viene idealizzato, appare nella sua splendida perfezione, simile ad un semidio. Non ci sono difetti, nulla è distonico al nostro essere e tutto scorre tranquillo come un mare in bonaccia, increspato soltanto da una meravigliosa passione.

    Nell’uomo prevale l’aspetto sessuale, nella donna quello emozionale, ma dal punto di vista evolutivo l’obiettivo è proprio questo: tenere la coppia insieme, creare un’armonia emozional-sessuale per aumentare la probabilità di una gravidanza. La Natura vuole assolutamente che la specie continui!

    Questo stato di desiderio continuo ed illimitato, non è eterno, proprio perché dal punto di vista evoluzionistico, è necessario un rapporto differente per essere genitori ed assicurare una giusta cura alla prole. Solitamente questa corrispondenza di amorosi sensi, per usare una citazione foscoliana, non dura più di tre anni. In seguito verrà stimolata la produzione di altre molecole il cui scopo è quello di assestare la coppia, di renderla stabile, matura, solida e pronta al loro nuovo compito genitoriale. L’ormone principale in questo momento è l’ossitocina: la molecola dell’attaccamento, quella che trasforma un rapporto fatto di passione, sesso e farfalle nello stomaco in qualcosa di stabile, duraturo, dove impegno e dedizione saranno il carburante per le naturali difficoltà che appariranno lungo il percorso.

    Con il decrescere della feniletilamina c’è la comparsa di ossitocina e vasopressina, quest’ultima più legata al possesso, alla gelosia, alla territorialità, è l’ormone tipicamente maschile, che consentiva all’uomo del Paleolitico di vegliare sulla propria discendenza e difenderla. E se invece il rapporto s’incrina? Esiste un fiore bianco, tenero e delicato che si ottiene dalla gardenia megasperma, che può essere di notevole aiuto. Quest’essenza, nota come Bush Gardenia, può aiutare a risvegliare l’interesse, la complicità, quello sguardo partecipe nei confronti dell’altro che può riaccendere eros e passione. Amplifica la capacità di ascolto, potenzia l’empatia, facendo crescere la voglia di trascorrere dei momenti in compagnia del partner, accogliendolo senza giudicarlo.

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