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venerdì 7 Ottobre 2022
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    Sud, i sindaci chiedono fondi e assunzioni: 10 idee per i partiti

    Rifiuto dell’autonomia differenziata, più infrastrutture strategiche e assunzioni nella pubblica amministrazione. E poi ancora una legge per il rientro dei cervelli in fuga, attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni e rilancio delle aree interne. Ecco alcune delle richieste che sindaci e amministratori di 323 Comuni del Sud rivolgono ai partiti che si contenderanno la maggioranza in Parlamento il prossimo 25 settembre.

    Quello che i membri della rete Recovery Sud indirizzano agli schieramenti politici è un decalogo di proposte. La più significativa è il netto rifiuto dell’autonomia differenziata, ritenuta «anacronistica» e capace di «aggravare le disparità territoriali anche se non prevede l’utilizzo dei residui fiscali». In alternativa gli amministratori meridionali invocano premialità per i Comuni più virtuosi e forme di cooperazione tra le amministrazioni del Nord e quelle del Sud. I sindaci chiedono l’attivazione del fondo da 4,6 miliardi per la perequazione infrastrutturale. Recovery Sud propone pure di blindare la territorializzazione delle risorse del Pnrr con di bandi che partano dagli effettivi bisogni territoriali.

    Tra i suggerimenti figurano poi il finanziamento di interventi strutturali nei Comuni svantaggiati, un piano di rilancio per le zone interne soprattutto sotto il profilo culturale e turistico, l’estensione dell’alta velocità ferroviaria alle aree escluse e la definizione di una quota riservata al Sud nelle politiche di attrazione degli investimenti. Ancora, nel documento si fa riferimento all’attuazione dei Lep, in particolare sui servizi di istruzione a livello comunale i cui fabbisogni standard sono oggi in larga parte ancorati alla spesa storica, e sugli assistenti sociali, raggiungendo il livello di un assistente ogni 5mila residenti.

    Infine nella bozza, frutto di una prima elaborazione realizzata da alcuni sindaci tra i quali quello di Acquaviva delle Fonti Davide Carlucci, compare un massiccio piano di assunzioni nei Comuni da finanziare da finanziare con la razionalizzazione del reddito di cittadinanza. Quest’ultimo, secondo i sindaci, «va mantenuto, in quanto importante ammortizzatore sociale, ma riformato, evitando sprechi, e sostituendo quanto più possibile l’elargizione di denaro con l’erogazione di servizi». Infine si chiedono una legge che favorisca le assunzioni di meridionali emigrati all’estero negli ultimi vent’anni e l’istituzione di borse di studio riservate ai residenti nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’obiettivo? Contrastare il calo demografico.

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