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martedì 16 Agosto 2022
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    Alta tensione tra il Pd e le civiche. Lunedì il faccia a faccia con Letta

    «Non tutto è perduto per l’accordo con le civiche in Puglia, proveremo a recuperarle in tutti i modi». Cosi il segretario regionale del Partito democratico, Marco Lacarra, sull’annunciato strappo in Puglia fra i dem e i movimenti civici che fanno capo al governatore Michele Emiliano.

    Lunedì scorso, infatti, durante il vertice svoltosi nella sede della presidenza regionale, il Pd nazionale per bocca del commissario Francesco Boccia ha sbarrato la strada a ogni ipotesi di collaborazione con i movimenti civici – Con, Popolari e Per la Puglia – rifiutando di inserire i due candidati di bandiera, il capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e l’assessore al lavoro Sebastiano Leo. Di qui l’irritazione silenziosa del presidente Emiliano e del sindaco Antonio Decaro, in forte imbarazzo per lo schiaffo ricevuto da Boccia e indirettamente dal segretario nazionale Enrico Letta. In questi venti di guerra il deputato Lacarra veste i panni del pompiere: «Lunedì prossimo sarò a Roma per confrontarmi con il segretario Letta e provare a individuare una possibile soluzione. I posti sicuri per il Pd (sei in tutto), purtroppo, sono risicati tanto che dovremo rinunciare a candidare qualche uscente».

    Ma come fare a recuperare i civici se non ci sono postazioni utili nei collegi? «Si punta a valorizzare le forze in campo – replica Lacarra aggirando l’ostacolo – In particolare, dando la giusta visibilità ai movimenti che rappresentano i territori e a candidati validi in grado di attrarre consenso». Belle parole, ma prive del piano B da tirare fuori al tavolo di trattativa. Boccia, in realtà, ne ha offerto uno sempre lunedì scorso, concedendo ai civici la possibilità di schierare un loro candidato in uno dei 15 collegi uninominali pugliesi, quelli dove si giocano le sfide dirette fra candidati di opposti schieramenti. Collegi tutti in salita, come dicono i sondaggi, che prevedono un mezzo cappotto a vantaggio del del centrodestra, forse con la sola eccezione di Bari, sia al Senato che alla Camera. Di qui l’esiguità dell’offerta che sulle prime è stata rispedita al mittente dalle civiche.

    Ora spetterà a Lacarra provare a rimescolare le carte spiegando la specificità del caso Puglia. Una regione che da 20 anni regala successi in fila al centrosinistra alla Regione Puglia, ma anche e soprattutto alle amministrative nei vari Comuni, con la formula del campo largo, in qualche caso “extra large”, con le civiche che fanno la parte del leone. Le liste create in questi anni da Emiliano, infatti, rappresentano grosso modo il 20% dell’elettorato e potrebbero essere determinanti nella partita del 25 settembre prossimo. Il Nazareno, tuttavia, ritiene questo quadro non rispondente alla realtà. Se è vero che Fratelli d’Italia viaggia verso il 25%, vero è anche che il Pd nei sondaggi tallona da vicino Giorgia Meloni con una percentuale molto simile di consensi. Di qui la scelta di essere autoreferenziali provando comunque a giocare la partita con le proprie forze e quelle dei tre o quattro alleati, Calenda, Di Maio, la sinistra e chi ci sta.

    A ogni modo, la partita delle candidature prevede un nuovo tavolo di confronto in agenda lunedì 8 agosto. Mentre nel fine settimana prossima la segreteria nazionale scioglierà i nodi delle candidature in tutte le regioni, Puglia compresa, approvando gli elenchi già pervenuti dalle assemblee provinciali o correggendo tutto o parte delle proposte.

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