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giovedì 18 Agosto 2022
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    La previsione di Gero Grassi: «La prossima legislatura? Peggiore di quella conclusa»

    «Spero di sbagliarmi ma – tra una legge elettorale assurda, una classe politica che pensa a vincere le elezioni ma non a governare e la sciagurata riduzione del numero dei parlamentari – le prospettive per la prossima legislatura non sono positive»: parola di Gero Grassi, pugliese doc, deputato di centrosinistra per tre legislature e democristiano di lungo corso.

    Onorevole, assistiamo a un florilegio di alleanze, simboli, partiti, leader: è il ritorno alla Prima Repubblica?

    «Magari. Nella Prima Repubblica c’erano sette, otto partiti con storie, tradizioni, comunità. Oggi abbiamo liste “usa e getta”, prive di qualsiasi idea, utilizzate come se fossero taxi per raggiungere Roma. Perciò la prossima legislatura sarà peggiore di quella che si è appena conclusa».

    Difficile fare peggio…

    «E invece sì. Abbiamo una pessima legge elettorale che ho votato solo per disciplina di partito. La classe politica tende a mettere insieme partiti con l’unico obiettivo di vincere le elezioni, senza preoccuparsi di contraddizioni e incongruenze nei programmi. Faccio un esempio per ciascuna coalizione: nel centrodestra, la politica estera di Forza Italia è incompatibile con quella di Fratelli d’Italia; nel centrosinistra, le posizioni del Partito democratico su Tap e rigassificatori sono inconciliabili con quelle di Fratoianni e Bonelli. E poi bisogna fare i conti col mancato adeguamento dei regolamenti parlamentari al ridotto numero di deputati e senatori: in queste condizioni, le Commissioni opereranno con molta difficoltà».

    Nel centrosinistra pugliese è scontro tra il Pd e le liste civiche vicine al governatore Michele Emiliano che chiedono spazio e candidature: chi la spunterà?

    «Emiliano si sta impegnando per ottenere la candidatura di Claudio Stefanazzi, il suo capo di gabinetto, e di qualche altra figura a lui vicina. Spero che ce la faccia, ma francamente non credo che ci riuscirà. Il numero di candidati nei collegi uninominali e nel proporzionale sono quelli, le liste civiche chiedono spazio, il margine di azione è piuttosto limitato. E poi mi chiedo: un civico che entra in Parlamento nei ranghi del centrosinistra risponde al Pd o ad altri? Bisogna essere chiari: o si è civici o si è del Pd».

    Sarebbe interessante sapere anche per chi voteranno gli esponenti del centrodestra pugliese che hanno aderito al progetto civico di Emiliano. L’assessore Rocco Palese, per esempio, voterà per Fratelli d’Italia, partito dal quale proviene, o per il centrosinistra?

    «Secondo me Palese, che ritengo un medico e un politico perbene a prescindere da qualsiasi considerazione elettorale, voterà per il centrosinistra. Comunque il punto non è questo, ma riguarda l’impostazione: in Puglia come altrove, bisogna creare un Pd e un centrosinistra attrattivi e con idee forti, non acquisire ceto politico attingendo ad altri schieramenti. Dobbiamo essere come una chiesa che lavora sui fedeli e non sul clero».

    Ieri, intanto, Italia viva ha attaccato Emiliano imputandogli di non condividere la cosiddetta Agenda Draghi: lei da che parte sta?

    «Dell’esperienza di Draghi vanno conservati la dimensione europeista e il profilo internazionale dell’Italia, ma non la gestione della vicenda bellica e delle spese militari. Su quest’ultimo fronte il Pd ha sbagliato perché ogni euro in più di spese belliche è un euro sottratto al welfare».

    Quindi da che cosa dovranno ripartire il prossimo Parlamento e il prossimo Governo?

    «Occupazione, scuola, sanità, fiducia nell’Europa. E poi bisogna ricordare che le politiche nazionali devono partire dal Sud e valorizzare la risorsa di cui quest’area dispone, cioè il mare».

    Lei è un allievo di Aldo Moro: come commenterebbe l’ex presidente della Dc l’attuale fase politica?

    «Non sono in grado di dirlo. Certo è che Moro si è sempre mosso per una politica inclusiva che fosse attenta soprattutto alle fasce della popolazione più deboli. Ecco, bisogna recuperare la nobiltà del pensiero e dell’azione di Moro».

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