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sabato 1 Ottobre 2022
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    Verso il voto, la guerra social dei leader politici

    Complice l’estate e la fisiologica contrazione degli spazi dedicati ai programmi di approfondimento, i leader politici snobbano, almeno per adesso, cartellonistica e spot pubblicitari e si dedicano al rapporto one to one con gli elettori. I social diventano location perfetta di questa complicata relazione, teatro di confronto sui programmi elettorali e soprattutto luogo preferito del “botta e risposta” tra candidati.

    Tik tok, Facebook, Istagram e Twitter a ciascuno il proprio spazio di azione ed ecco che tutti, in riva al mare, sotto l’ombrellone o dal soggiorno di casa partecipano, che siano follower o hater, alla costruzione dello story telling perfetto: obiettivo 25 settembre 2022.

    Per restare in tema è chiaro a tutti che la gara dell’engagement è vinta dall’account Tik Tok di Giuseppe Conte, il suo attivismo sfrenato sulla piattaforma cinese e i post pubblicati hanno generato quasi 1 milione e mezzo di interazioni. L’ idea di parlare di politica alla fascia “più giovane” impiegando mezzi e strumenti “di gran moda” hanno premiato il leader seguito in classifica solo da Salvini con circa 900mila reaction.

    Questo è quanto emerge da una recente indagine sull’election mood avviata dal centro studi di Arcadia, società di Visual design e marketing strategico.

    Battute, allusioni, accuse, ironie spesso dedicate alle persone più che alle loro idee, assistiamo alla trasposizione online del dialogo fra leader, tutto viene compresso in poche parole: confronto e elaborazione politica.

    Il round sulle alleanze premia in termini di numeri Carlo Calenda, il leader di Azione detiene anche il primato del maggior numero di post, quasi 241, pubblicati nella prima settimana di agosto, considerata “calda” non solo a causa delle temperature. Ed è proprio nei giorni immediatamente successivi alla rottura del patto elettorale “PD- Azione” che aumentano i post, salgono le interazioni e si duplicano i follower. Seguono Gianluigi Paragone e Matteo Salvini con 124 e 122 post pubblicati rispettivamente su Facebook e Twitter.

    Se lo strappo ha portato l’accensione delle luci della ribalta su Calenda e Letta, il dato più utile, almeno nel lungo periodo lo porta a casa Giorgia Meloni con poco più di 11mila mentions, seconda solo a Giuseppe Conte che vince anche sulla questione sentiment, cioè la tipologia di commenti in termini di positivo/negativo, incassati. In questo caso sono più della metà, 51%, gli interventi di approvazione fatti in favore del leader del Movimento contro il 38% di disapprovazione e di un 12% di post neutri, discorso simile per la Meloni con percentuali più basse 34% positivi 54% negativi.

    Ci sono ancora 44 giorni per ribaltare numeri e livelli di partecipazione tuttavia è ormai opinione condivisa che sono definitivamente cambiati i codici della comunicazione: si tratta della campagna più social di sempre, con i contendenti dei vari partiti che si giocano la campagna elettorale “balneare” sugli schermi dei propri device e di quelli dei loro elettori o potenziali tali.

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