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sabato 10 Dicembre 2022
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    Gli alloggi a Bari? Costano il doppio rispetto alla media nazionale

    Corre veloce l’inflazione in tutta Italia e anche nello scorso mese di agosto non ha fatto eccezione. Tuttavia, secondo l’Unc (Unione nazionale dei consumatori), alcuni degli aumenti registrati possono essere definiti «anomali». E pure Bari, come tante altre città italiane, non ottiene una buona posizione nella classifica che riguarda i servizi di alloggio, ovvero alberghi, motel, pensioni, bed and breakfast, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù.

    L’anomalia, secondo l’Unc, consiste nel fatto che, se ad agosto queste strutture sono costate, nella media nazionale, il 12,5% in più rispetto alla scorsa estate, in alcune città italiane, nel 2022, le percentuali si sono attestate su numeri ben superiori. A Bari, per esempio, il dato è notevolmente più alto rispetto alla media nazionale, fermandosi al 26,1% e piazzandosi in sesta posizione in una classifica guidata da La Spezia, che raggiunge addirittura il 34%, Siena con il 29,1% e Lucca con il 28,2%. Un valore, quello del capoluogo pugliese, più che doppio rispetto al dato italiano. Esempi virtuosi, tuttavia, ce ne sarebbero, perché sull’altro versante della graduatoria si posizionano quattro città che chiudono addirittura in deflazione: Macerata, con un -8,3%, Reggio Emilia con un -2,4%, Vercelli con un -1,2% e Reggio Calabria con un -0,6%.

    Se per quanto riguarda i rincari nel settore dei servizi di alloggio Bari non si piazza in una buona posizione, in tutti gli altri settori analizzati dall’Unc su dati Istat il capoluogo pugliese, invece, non figura mai nella top ten. Tante le classifiche analizzate dall’associazione nelle quali Bari non risulta presente: quella delle assicurazioni, con la graduatoria guidata da Padova, i servizi finanziari, che vedono in vetta Bolzano e Trento, i servizi ospedalieri, con Piacenza al comando, la fornitura di acqua e i servizi vari connessi all’abitazione, guidati da Bolzano, l’assistenza sociale, che vede Pordenone in prima posizione, il settore dei mobili e degli arredi, guidato da Verona, gli articoli tessili per la casa, che vede Piacenza al comando.

    Tuttavia, secondo l’Unc, in generale, come si legge in una nota, alcuni valori rappresentati in queste classifiche sarebbero «anomali, con rialzi decisamente spropositati che meriterebbero un approfondimento da parte delle istituzioni per accertare eventuali fenomeni speculativi».

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