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giovedì 29 Settembre 2022
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    La “stoccata” di Turco a Letta: «C’è chi si professa progressista ma poi sostiene gli inceneritori»

    Senatore Mario Turco, si chiude una campagna elettorale senza esclusione di colpi, dove le differenze tra destra e sinistra sono emerse con forza. Rispetto a quattro anni fa il M5s ha fatto una scelta di campo: quello progressista. Qualora non ci fosse una netta affermazione di uno degli schieramenti le larghe intese potrebbero tornare di moda. Cosa si aspetta dai partiti in Parlamento dopo il voto?

    «Non mi aspetto niente di nuovo. Il Movimento Cinque Stelle è la sola forza politica che ha posto in cima alla propria agenda la questione sociale, la lotta alle disuguaglianze, il sostegno al reddito e al potere d’acquisto di famiglie e lavoratori. A destra, si parla solo di promesse mirabolanti per lo più, come nel caso della flat tax, rinvenienti dal passato, addirittura dal 1994. A sinistra c’è molta confusione, si professano progressisti e poi hanno preferito sostenere l’istituzione di inceneritori, il ritorno al fossile ed alle trivelle e sposare la politica emergenziale energetica fallimentare del governo Draghi. I fatti dicono inequivocabilmente che il Movimento Cinque Stelle, in questi quattro anni e mezzo, ha posto in essere la più imponente azione riformatrice degli ultimi 40 anni trasformando la crisi sociale ed economica generata dalla pandemia in una storica opportunità di modernizzazione del Paese».

    Enrico Letta continua a sottolineare che il Pd è l’unica forza politica progressista in campo. Perché secondo lei sbaglia?

    «Perché, al contrario del M5s, si è allontanato da quel fronte progressista che poneva al centro dell’azione politica, la giustizia sociale, il lavoro, la lotta alla speculazione finanziaria e soprattutto la transizione ecologica. Noi siamo stati sempre coerenti; l’unica forza politica che, mentre gli altri partiti politici, compreso il Pd, sostenevano l’aumento dei costi per le armi, chiedeva maggiori risorse per famiglie e imprese per affrontare l’emergenza che stava per arrivare».

    La Puglia continua a rappresentare l’avanguardia economica, insieme alla Campania, del Mezzogiorno. Lo confermano anche le recenti previsioni del Pil. Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità?

    «Il Mezzogiorno d’Italia ha la grande opportunità di poter sfruttare le risorse finanziarie del Pnrr, che il presidente Conte è riuscito ad intercettare. La sfida ora sta nell’evitare che quei soldi restino in un cassetto per delle carenze nella fase progettuale. Per fare quel salto di qualità auspicato sarà importante dare supporto alle diverse amministrazioni responsabili di realizzare i diversi progetti. Insomma il salvadanaio lo si può anche rompere, ma il dilemma è come spendere i soldi che contiene».

    L’autonomia differenziata è stato uno dei temi più dibattuti in questa campagna elettorale. Esiste un modo per realizzarla senza penalizzare, anzi valorizzando, il Sud?

    «Le destre ancora una volta lavorano per penalizzare il Sud proponendo un’autonomia differenziata senza garantire una preventiva introduzione dei livelli essenziali di prestazione.

    Sosteniamo la necessità, attraverso i Lep, di dare la possibilità ai cittadini meridionali di godere degli stessi diritti di cittadinanza e servizi che ci sono al Nord, specie nella sanità pubblica».

    Un altro tema centrale è stato l’ambiente, con i ragazzi di FridaysForFuture che oggi sono tornati in piazza per chiedere interventi contro il cambiamento climatico. Si è fatto abbastanza in questa legislatura?

    «Per il M5s l’orizzonte rimane quello di investimenti ancora più massicci e rapidi in fonti rinnovabili. Possiamo e dobbiamo veramente arrivare a un approvvigionamento al 100% da fonti rinnovabili entro il 2050. È l’orizzonte che abbiamo inserito nel nostro simbolo, è quello a cui lavoriamo ancora più convintamente. I nostri non sono soltanto slogan ed in concreto, in questa legislatura abbiamo promosso l’inserimento della tutela ambientale in Costituzione, proposto un decreto salva clima, abbiamo proposto e introdotto il Superbonus 110 per agevolare il processo di transizione energetica che ora vogliamo estendere alle imprese con il Superbonus Energia. Purtroppo gli altri partiti non ci hanno seguiti ed in alcuni casi hanno cercato di affossare le nostre misure».

    Per lei questa è stata la seconda campagna elettorale. Nel frattempo tante cose sono cambiate dentro il Movimento. Fa meno paura oggi essere definiti un partito?

    «Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario alla politica di professione che nel tempo costruisce centri di poteri a tutela di pochi, non facendo, così gli interessi del Paese e dei cittadini. Siamo l’unica forza politica che ha regole interne che garantiscono il passaggio generazionale della classe politica, che elegge i candidati in trasparenza, permettendo ai nostri iscritti di sceglierli direttamente, seguendo regole di democrazia interna. È con questo spirito che il M5s ha scelto la nuova classe dirigente, prendendola in prestito dalla società civile, coinvolgendo gente dall’elevata moralità, competente, motivata, che ha a cuore il bene comune, che non ha bisogno di vivere di politica e che soprattutto vuole dare e non ricevere. Tra loro non ci sono condannati a differenza di quanto sta accadendo in queste ore in altri partiti, nelle fila dei quali continuano a registrarsi arresti per presunte connivenze con la criminalità organizzata».

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