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giovedì 1 Dicembre 2022
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    Sanità, voragine nei conti pugliesi: da Roma 250 milioni in più

    Pagella in chiaro scuro dal tavolo di verifica nazionale sullo stato finanziario della sanità pugliese. Roma ha verificato le coperture relative al 2021 che ha registrato un disavanzo da ben 239 milioni di euro di cui 118 coperti con il bilancio autonomo. Nel corso della seduta i tecnici romani hanno controllato l’assenza di sopravvenienze passive nel 2022 e valutato l’incidenza delle spese per lo stesso 2022.

    Dall’analisi è emerso che la Puglia sconta il peso di un debito strutturale nei bilanci delle aziende sanitarie e che, in particolare per l’anno in corso, l’eventuale buco sarà tamponato dall’aumento dei soldi legati al riparto del fondo sanitario nazionale. Secondo i calcoli la Puglia dovrebbe incassare 250 milioni di euro aggiuntivi e al cui interno finiranno le somme relative al payback sui dispositivi sanitari per una dotazione complessiva che sfiora gli otto miliardi di euro.

    Una cifra, i 250 milioni, che basta e avanza, ha chiarito la delegazione pugliese formata dall’assessore alla Salute Rocco Palese e dal capo dipartimento sanità Vito Montanaro, per compensare lo sforamento atteso anche a fine dicembre. In compenso, a detta dei rappresentanti pugliesi, migliorano i Lea, i livelli essenziali delle prestazioni, e lentamente si riducono le liste d’attesa grazie all’assegno da 33 milioni di euro liquidato alle cliniche private e agli enti ecclesiastici per recuperare le prestazioni arretrate a causa dell’emergenza Covid.

    La Puglia, inoltre, s’è impegnata a depositare a breve il piano operativo, i compiti a casa da svolgere per recuperare criticità, disservizi e carenze sul piano gestionale, ma anche ravvedimenti operosi in campo finanziario. Interventi fondamentali, tuttavia, per riportare la Puglia in condizioni accettabili considerando il quadro negativo emerso ad ottobre scorso dalla relazione sullo stato sanitario del paese a firma del ministero per la salute. Una sorta di pagella sulla gestione del settore che evidenzia un quadro a dir poco da brividi per il sistema sanitario pugliese. Nel documento, in particolare, vengono messe a confronto le sette regioni che sono attualmente sottoposto a piano di rientro, un vero e proprio commissariamento statale sui conti e sulle attività poste in essere.

    I risultati della stretta statale, tuttavia, sono molto diversificate fra le regioni che si avviano al ravvedimento operoso da quelle che, al contrario, continuano a sprofondare nel baratro. Il disavanzo complessivo, in particolare, è migliorato nel corso degli anni passando da 141,585 milioni di euro nel 2017 a circa 89,821 milioni di euro nel 2020.

    Nel dettaglio: le Regioni Lazio e Campania, per le quali è stato approvato il passaggio dalla gestione commissariale alla gestione ordinaria, evidenziano in generale un andamento positivo e in continuo miglioramento. Le Regioni Abruzzo e Sicilia mostrano un trend pressoché costante e presentano negli ultimi anni una gestione economico-sanitaria in equilibrio o in avanzo.

    Di contro Puglia, Molise e Calabri continuano a registrare buchi importanti. La sintesi economica, si legge nella pagella del ministero, fa emergere una vera e propria carenza gestionale. I dati pugliesi, infatti, registrano un disavanzo di ben 239 milioni di euro. E se è vero che parte dello splafonamento è dovuto all’emergenza Covid, vero è anche che in queste cosiddette regioni “canaglia” lo tsunami della pandemia ha creato veri e propri sconquassi. Non a caso in questa fase sono emerse carenze gestionali ed organizzative, difficoltà di controllare e tenere la spesa sotto controllo, ma soprattutto di garantire ai cittadini l’efficace e regolare erogazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

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