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venerdì 1 Marzo 2024
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Migranti, a Lampedusa sbarchi senza sosta. Germania: stop arrivi da Italia

(Adnkronos) – Raffica di sbarchi a Lampedusa, l’isola accoglie migliaia di migranti nell’ennesima giornata di emergenza. Gli arrivi in Italia sono senza sosta, mentre in serata dalla Germania arriva la news relativa al semaforo rosso tedesco: Berlino dice stop agli arrivi di migranti dal nostro paese. 

La situazione a Lampedusa appare estremamente complicata sin dalle prime ore del 12 settembre: “Oggi probabilmente arriveremo a 100 sbarchi, non sono più numeri che può sostenere quest’isola”, dice il sindaco Filippo Mannino, con una previsione che si rivelerà errata per difetto. Gli sbarchi in serata arriveranno ad essere più di 110, diventa difficile fornire una cifra precisa delle persone arrivate sull’isola. Nel primo pomeriggio di martedì ne arrivano 2000 in un lasso di tempo relativamente ristretto, quando i barchini si mettono in fila indiana al molo Favaloro. Il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, all’Adnkronos fa un punto parziale: “Stiamo gestendo questa nuova raffica di sbarchi, i numeri sono ancora superiori rispetto a quelli dell’ultima ondata di sbarchi di migranti”. 

Il questore di Agrigento, Emanuele Ricifari, all’Adnkronos evidenzia che “la maggior parte delle barchette provengono con quasi certezza dalle navi madre che le lasciano in acque territoriali. Alcuni vengono trascinati dalle barche a motori. E noi li andiamo a recuperare… Abbiamo superato anche il record di agosto… Ma non ci preoccupa l’hotspot – aggiunge Ricifari – Abbiamo tenuto botta con 4.500, figuriamoci con circa 2.000…”.  

In serata, arrivano le parole e i dati aggiornati del neo procuratore capo di Agrigento, Giovanni Di Leo, dopo i 112 sbarchi con oltre 5000 persone arrivate. “C’è bisogno di aiuto, concreto, pratico e immediato da parte di ogni struttura dello Stato e di ogni persona di buona volontà”, dice. 

“Nella giornata di oggi nell’isola di Lampedusa si sono susseguiti senza soluzione di continuità oltre 112 sbarchi di migranti, in parte soccorsi in mare dalle nostre motovedette e dalla nave Diciotti, in parte arrivati con i propri mezzi, i famosi barchini di metallo sommariamente assemblati in fabbriche artigianali in Tunisia, sotto la sorveglianza e con l’ausilio dei nostri uomini in divisa. Si tratta di oltre 5000 esseri umani. Per alcuni di loro non è la prima volta – dice Di Leo – L’enorme, straordinario sforzo delle nostre forze dell’ordine, nessuna esclusa, a terra come in mare, sta cercando di ovviare ad una situazione altrimenti destinata, e comunque prossima, al collasso”. 

In questo contesto, arriva il semaforo rosso della Germania, che blocca la procedura di selezione dei migranti in arrivo dall’Italia, ovvero il “meccanismo di solidarietà” volontario. Il quotidiano Die Welt riporta la la decisione della ministra degli Interni tedesca Nancy Faeser, notificata all’Italia. Berlino, scrive ancora il giornale, agisce in questo modo davanti alla forte pressione migratoria nei confronti della Germania. 

Per l’Italia, la decisione della Germania ha un impatto relativo. A quanto apprende l’Adnkronos, sono 1.042 i migranti ricollocati in terra tedesca dall’ottobre 2022 a oggi a fronte degli oltre 100mila arrivi (118.436) in Italia solo da gennaio 2023. I numeri, insomma, cambiano poco per Roma, che si trova a dover fronteggiare un’emergenza di ben altre dimensioni. Proprio per questo motivo, fanno sapere fonti di governo, l’Italia ha deciso da dicembre 2022 di sospendere per ”motivi tecnici” il ritorno nel nostro Paese dei cosiddetti ‘dublinanti’ (i migranti che hanno fatto il primo ingresso in Italia), motivo che sarebbe alla base della decisione tedesca. 

Il tema migranti viene toccato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. “La politica estera è sempre politica interna. Questo significa affrontare alcuni dei grandi temi irrisolti degli ultimi decenni, come l’immigrazione. Lo dico perché so che molti di quelli che ci hanno votato speravano in risultati immediati”, dice Meloni. “Non mi spaventa pagare uno scotto nel breve periodo, perché a me non interessano soluzioni effimere o risposte propagandiste che funzionano sul piano della comunicazione ma durano due mesi per poi tornare al punto di partenza. Voglio risolvere il problema in modo strutturale”, aggiunge. 

“È un lavoro immane, ci vorrà tempo, ma alla fine avremo la meglio sui trafficanti, fermeremo l’immigrazione illegale e gestiremo ordinatamente quella legale. Significa garantire all’Italia accordi e investimenti, aiutare le nostre aziende ad aprire nuove opportunità, significa garantire che il nostro punto di vista sia tenuto in considerazione nel dibattito internazionale”, afferma. 

 

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