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venerdì 23 Febbraio 2024
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Desertificazione bancaria: il 15% tra materani e potentini lascia il proprio Comune

Dieci persone su dieci sono insoddisfatte dalla chiusura degli sportelli bancari nei comuni materani e potentini. Per otto su dieci è fondamentale parlare con un operatore bancario e non sarebbe lo stesso se lo sportello bancario chiudesse e fosse sostituito da un bancomat. Per sei su dieci la prossimità bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari, a conferma che la banca non è solo un luogo dove custodire i risparmi ma anche il motore dal quale si origina la produzione di ricchezza. Questa la fotografia emersa dalla ricerca svolta da Uilca durante la campagna itinerante “Chiusura filiali? No, grazie”, la prima indagine demoscopica volta a misurare il sentiment del fenomeno della desertificazione bancaria nel Paese, con particolare attenzione alla regione Basilicata che da anni vede diminuire esponezialmente i servizi bancari.

La prima domanda rivolta agli intervistati lucani si concentra sul “gestore” del denaro: 7 persone su 10 scelgono solo la banca (70,8%). Il 10,2% sceglie sia la banca che la posta mentre il 10,1% solo le poste.

Per quanto riguarda la frequenza con cui i cittadini si rivolgono alle filiali il 22,7% ha risposto che si reca generalmente nella propria filiale bancaria almeno una volta al mese, di cui il 7,9% “una volta a settimana” e il 14,8% “una volta al mese”. Il 39,8% si reca in banca “una volta ogni 6 mesi”, il 30,4% “una volta l’anno” e il 5,4% dichiara di non recarvisi “mai”.

Le operazioni che vengono effettuate più spesso nelle banche materane e potentine sono: “pagamenti” con il 45,9% al primo posto, seguito da “prelievo di contanti” (40,3%) e dagli “investimenti/finanziamenti” (16,8%).

Determinante il rapporto umano: parlare con un operatore bancario per avere informazioni sui servizi necessari è utile per il 67,8%, di cui 55,2% “molto” e 12,6% “abbastanza”.

Allarmante è il dato che attesta il comportamento dei cittadini dopo la chiusura di una filiale. Il 14,7% delle persone dichiara di aver “preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali”. In generale, per il 70,9% degli intervistati “la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo) per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza” influisce “molto” (35,1%) e “abbastanza” (35,8%).

Complessivamente la riduzione/chiusura delle filiali bancarie nel luogo in cui si vive rende insoddisfatte 10 persone su 10. Il 95,6%, infatti, si dichiara non soddisfatto: di questi, il 65,9% è “per nulla” soddisfatto e il 29,7% è “poco” soddisfatto.

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