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sabato 25 Maggio 2024
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Mense scolastiche, la Basilicata è la regione più costosa d’Italia: 109 euro al mese

Il servizio mensa più caro dell’Italia se lo aggiudica la Basilicata. Un “triste” primato che vede una spesa mensile di 109 euro per famiglia. È questa la fotografia scattata dalla VII indagine di Cittadinanzattiva sulle tariffe delle mense scolastiche nell’anno 2023 – 2024. L’indagine condotta ha preso come riferimento una famiglia con un reddito medio che paga la tariffa definita dal proprio Comune.

La famiglia-campione è composta da tre persone (due genitori e un figlio minore), con un reddito lordo annuo di 44.200 euro con corrispondente Isee di 19.900 euro. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi escludendo eventuali quote extra annuali o mensili.

Ad aggravare la situazione si aggiunge anche la scarsità dei refettori disponibili nelle scuole della Basilicata. A confermalo è Cesare Pinto, direttore operativo della Ladisa Ristorazione, che dichiara: «I bimbi e i giovani ragazzi lucani molto spesso si ritrovano costretti a dover mangiare nelle aule dove fanno lezione perchè le scuole sono sprovviste di refettori. Questo impatta soprattutto sui requisiti igenico-sanitari che per ovvi motivi non possono essere rispettati. Bisogna sicuramente avere della accortezze in più rispetto a quando il pasto viene distribuito in un’area idonea».

La Lucania è quindi in pole tra le regioni che hanno meno strutture per ospitare il servizio mensa.

Secondo l’Anagrafe nazionale il 33,6%, cioè un edificio su tre, sarebbe dotato di mensa scolastica. Le mense esistenti, però, non sono distribuite in modo omogeneo nel Paese in quanto nelle regioni del Sud poco più di un edificio su cinque dispone di una mensa scolastica. In particolare, la percentuale scende drasticamente nel caso della Lucania con 1,20% di strutture, circa 162 per tutta la regione.

Ritornando ai costi, in media una famiglia italiana spende 84 euro al mese per il servizio mensa di un figlio iscritto alla scuola dell’infanzia e 85 euro al mese per un figlio iscritto alla scuola primaria. Questo si traduce in un costo medio per pasto di 4,20 euro e 4,26 euro rispettivamente. Come già anticipato, la regione con il costo medio più elevato è la Basilicata, dove la spesa mensile media è di 109 euro. Al contrario, la Sardegna si conferma la regione più conveniente, con una spesa media mensile di 61 euro per la scuola dell’infanzia e 65 euro per la scuola primaria.

Una disparità di prezzo che mette in ginocchio numerose famiglie lucane costringendole a rinunciare a un servizio che da un lato agevola i genitori che lavorano e dall’altro, oltre ad migliorare le capacità sociali, permette di accedere a pasti sani ed equilibrati essenziali nella fase di sviluppo psico-fisico del bambino.

A questo proposito, anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza nella sua relazione annuale al Parlamento ha sottolineato la necessità di intervenire sulle disuguaglianze di accesso al servizio mensa, rendendolo gratuito a tutti i bambini in condizioni di povertà.

Ma al contempo la mensa rappresenta una opportunità quotidiana per migliorare l’alimentazione dei minori che vivono in famiglie con difficoltà economiche. I nuovi dati sulla deprivazione alimentare, relativi al 2021, ribadiscono quanto era emerso da quelli del 2019 elaborati da Istat.

Allora era risultato che le regioni con la quota più alta di minori che non consumano almeno un pasto proteico al giorno fossero la Sicilia, al primo posto, seguita da Basilicata e Campania. Un segnale di possibile povertà alimentare che gli indicatori più recenti sembrano confermare. Due in particolare: la quota di famiglie che dichiarano di aver attraversato nel 2021 difficoltà economiche tali da impedire l’acquisto del cibo necessario, condizione sperimentata in Italia dal 4,9% dei minori di 16 anni in quell’anno. E la quota di persone che non hanno consumato almeno un pasto proteico al giorno, perché non potevano permetterselo (2,5% dei minori).

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