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giovedì 20 Giugno 2024
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Isa Grassano e il suo libro d’esordio “Un giorno sì un altro no”

Quante volte ci siamo detti senza pensare: “Oggi è una giornata sì, ieri… era una giornata no”… Capita, capita spesso di attribuire un po’ al fato il perché del nostro umore ballerino esattamente come la protagonista del primo libro della giornalista Isa Grassano “Un giorno sì un altro no” (Giraldi edizioni).

Il libro invita a riflettere sui condizionamenti esterni che riceviamo leggendo oroscopi, ascoltando radiogiornali, che spesso rendono le nostre giornate soggette a influenze non del tutto positive. La trama è avvincente, è un romanzo che invita la protagonista all’azione a non vivere passivamente gli eventi ma a reagire e ad essere parte attiva della sua vita, sebbene la sua sfera sentimentale non vada alla grande.
Ma possiamo definirlo un romanzo d’amore? Non è solo questo, anzi è molto di più. Oltre 250 pagine per un totale di 25 capitoli, in cui non si parla solo di relazioni amorose ma anche di storia, cultura, tradizioni che riguardano e abbracciano tanto il territorio pugliese quanto quello lucano partendo da Roma, dove vive Arabella, la protagonista. 
La Puglia, regione di origine di Arabella, sarà per lei rifugio, strumento di riflessione e salvezza come è possibile intuire leggendo il romanzo: Arabella infatti, descritta come una quarantenne un po’ goffa e sognatrice da sempre fissata con l’oroscopo e poco soddisfatta del suo lavoro (scrive necrologi per un service esterno di un quotidiano) ritrova se stessa risalendo alle sue origini. Il suo motto principale diventa infatti: «Quando non sai dove stai andando, ricorda da dove vieni».
Possiamo definire Arabella come la Bridget Jones moderna italiana? 
«Arabella è stata definita dalla stampa la Bridget Jones dei giorni nostri. Si assomigliano nella loro insicurezza, nel loro essere impacciate, nel non sentirsi abbastanza attraenti di fronte a questi uomini così affascinanti e belli».
Cosa consigli a quanti si sentono come la protagonista del tuo libro?
«Di imparare a volersi bene e ad apprezzarsi per quel che si è e che si ha, di lavorare sull’autostima, che poi è quello che fa Arabella e, infatti, nella seconda parte del romanzo la protagonista mostra di avere una crescita, più grinta e determinazione». 

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