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lunedì 22 Luglio 2024
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Le Grotte di Castellana alla Biennale di Venezia: in mostra gli “Archetipi nell’oblio”

Le Grotte di Castellana, uno dei luoghi naturali più sorprendenti e più visitati in Puglia, diventano oggetto di un progetto artistico unico, che celebra i cinque elementi e invita lo spettatore a fondersi con la memoria geologica e personale più profonda per arrivare alla sua anima.

Dalla collaborazione tra il pittore, fotografo e disegnatore artistico Andrea Benetti e il fotografo di origini brindisine Dario Binetti, prende forma il lavoro artistico dal titolo “Archetipi nell’oblio” in mostra alla 60esima Biennale d’Arte di Venezia sino a fine settembre. Attraverso le maestose scenografie offerte dalle Grotte di Castellana, emerge un’ode alla memoria collettiva dell’umanità, un viaggio compiuto attraverso i periodi più bui di ogni secolo, con l’intento di riscoprire simboli e concetti ancestrali ormai sepolti nel passato e di evocare emozioni legate alla storia dell’uomo.

Gli archetipi universali prendono vita sullo sfondo di stalattiti e stalagmiti, incarnati dalle figure plastiche di monaci e vestali, queste ultime illuminate da un candelabro a cinque candele, simboleggiante i cinque elementi: Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 30 settembre dalle 10 alle 18 (dal lunedì al venerdì) e dalle 11 alle 19 (weekend e festivi) a Palazzo Zagùri, nel Sestiere di San Marco, in Campo San Maurizio, a Venezia.

L’artista visivo Andrea Binetti, che nel 2006 ha partecipato alla 53esima Biennale d’arte di Venezia, ideando e stilando il Manifesto dell’Arte Neorupestre, presentato nel 2009, spiega così la scelta di questo set d’eccezione: «Abbiamo scelto le grotte di Castellana per vari motivi: il primo è che sono molto legato a quella terra e alle sue magnifiche grotte, poiché già nel 2011 ho realizzato la prima mostra allestita all’interno delle grotte, con pareti autoportanti e punti luce allestiti ad hoc per le mie opere, creando una sorta di galleria d’arte all’interno della Grave».

“Archetipi nell’oblio” invita lo spettatore a esplorare l’oscurità e in controluce l’anima umana, ad immergersi nell’abisso dell’inconscio collettivo, simboleggiato dalla profondità delle grotte che, come un grembo materno, risveglia antichi ricordi e spinge alla ricerca di un’intima comprensione della nostra natura umana. Le opere, intrise di simbolismo e mistero, sono un invito alla riflessione su ciò che ci rende umani e su come possiamo connetterci con le nostre radici più profonde del passato.

Le opere nate dalla collaborazione di Andrea Benetti e Dario Binetti sono fotografie realizzate con la tecnica del doppio scatto, stampate a getti di polvere polimerizzata coi raggi U.V. su bassorilievi creati col fondo gesso su tela.

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