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lunedì 4 Marzo 2024
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Manovra, parla Melpignano: «Resta l’instabilità. Adesso attenti alla speculazione»

Massimo Melpignano, responsabile Banche e Finanza di Konsumer Italia e vicepresidente regionale dell’associazione, pur commentando positivamente quanto stabilito dal governo nella Manovra, puntualizza che «il problema di tutte le leggi di bilancio è che nascono nel conflitto di diversi schieramenti e aldilà dello stanziamento delle risorse c’è anche un tempo di impiego delle stesse che spesso non viene affrontato».

Entrando nel merito, per Melpignano «si fa ancora fatica a parlare di interventi rivoluzionari che mettano al centro le persone, ma piuttosto di riforma che porta giovamenti temporanei».

A quanto pare è proprio questo il tema, secondo il vicepresidente: la mancanza di una manovra coraggiosa che crei delle strutture capaci di mettere al riparo le famiglie dal clima di instabilità e incertezza. «Siamo abituati a leggi che dividono e ad interventi tampone come i bonus – afferma Melpignano – o i sostegni elargiti durante l’anno, gli sgravi fiscali nel periodo 2024-2026 previsti per le lavoratrici madri di due figli sono l’ esempio più evidente. Come tutti gli interventi messi in campo sono temporanei, relativi ad un periodo ed avviati per far fronte a criticità. Dobbiamo pensare alle famiglie in termini di organismi che per radicarsi, crescere ed evolversi hanno bisogno di un luogo che le accolga e le faccia sentire al sicuro. Questo si traduce in asili nido e scuole che funzionano o la possibilità di acquistare una casa con costi sostenibili.

Serve quindi un paracadute perché, secondo Melpignano, al momento è difficile pensare di avviare progetti, con la spada di Damocle dei tassi e delle bollette di luce e gas, tutti elementi che nel recente passato hanno messo in seria difficoltà molti nuclei. «Per i nostri genitori non esisteva il rischio di ricevere delle bollette che potessero mettere in discussione la stabilità economica, era un concetto inesistente – sottolinea Melpignano. Ricordiamo che l’instabilità favorisce la speculazione». Al momento nessuno si sbilancia per quel che riguarda la politica monetaria del nuovo anno. È certo che gli Stati Uniti hanno già iniziato con una politica di ribasso dei tassi mentre dall’Europa in termini di politica monetaria non è arriva nessuna sorpresa dall’ultima riunione del 2023, quando la Bce ha deciso, per la seconda volta, di non modificare i tassi. «Oggettivamente il sistema non avrebbe retto ulteriori aumenti. È ovvio che non dipende tutto dall’Istituto, ad esempio il governo Meloni ha rispolverato un provvedimento che obbliga le banche ad una rinegoziazione dei mutui da un tasso variabile in tasso predefinito e fisso. Il limite del provvedimento è che riguarda categorie residuali. Immaginiamo che una simile misura, senza danneggiare le banche, che comunque godono di assicurazioni finanziarie, venga maggiormente esteso, innescherebbe un meccanismo win-win evitando a molte famiglie di andare in default».

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