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martedì 23 Luglio 2024
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Va valorizzato di più l’impatto che hanno le società di calcio

Al fine di evitare problematiche in merito alla regolarità delle sue competizioni, l’Uefa sta studiando una serie di nuove norme che vadano a regolamentare la partecipazione dei club con lo stesso proprietario ai tornei europei.

Aleksandar Ceferin ha evidenziato la necessità di ripensare le norme vigenti. Il regolamento è già stato aggirato nel 2017 dal gruppo Red Bull visto che è stato consentito sia al Red Bull Salisburgo che all’RB Lipsia di competere insieme in Champions League.

Il motivo della “concessione Red Bull” era che la squadra austriaca era controllata al 100% dalla società di bevande energetiche, mentre il club tedesco era di proprietà di un gruppo di dirigenti della Red Bull. Palesemente un aggiramento della norma che ha permesso ai due club di partecipare alla stessa manifestazione ma che ad oggi non consentirebbe al Palermo di partecipare a Champions League o Europa League.

Il boom delle holding calcistiche è il motivo principale che spinge la Uefa a ripensare l’attuale regolamento e rivedere la regola che ha permesso, e permette, ai club Red Bull di competere. In totale sono già 80 i gruppi multi-club che sono stati creati negli ultimi anni, molti dei quali sorti grazie agli investimenti provenienti dagli Stati Uniti. L’Uefa pensa che nel 2022 si sia stabilito il record di vendite in multi-proprietà con 35 operazioni in club d’élite in 21 paesi differenti.

Sulla base delle informazioni disponibili e dell’evoluzione in corso, non può non rilevarsi come in un contesto sempre più orientato al business del calcio e dello sport in generale, l’ingresso di una logica di holding di gruppo diversificato crea valore attraverso gli investimenti (afflusso di denaro non solo per il calciomercato ma anche per investimenti negli stadi e negli impianti sportivi) e migliora la corporate governance (c’è ancora molto da fare su questo argomento a mio giudizio: parlare di business plan, di governance efficiente, di miglioramento del rapporto con gli sponsor e e con i tifosi, vale non solo per la società sportiva “grande” ma riveste importanza per anche le società di dimensioni minori e per il valore aggiunto connesso alla tifoseria delle stesse). Va valorizzato l’impatto sociale delle società di calcio che costituiscono una ricchezza fondamentale del bello dei nostri territori, delle nostre città e della cultura del nostro Paese.

Claudio Sottoriva è docente di Economia aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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