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domenica 3 Marzo 2024
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Bruxelles, prima tappa degli agricoltori. “Rispetto per chi lavora la terra”. La protesta

Arriva anche alle porte di Roma la protesta degli agricoltori che ha visto in settimana un migliaio di trattori che hanno blindato le strade di Bruxelles creando blocchi alla circolazione nel giorno del Consiglio europeo. Disagi con la protesta anche a Milano con i caselli delle autostrade in titl, nel casertano e a Reggio Calabria.

La protesta degli agricoltori belgi ha creato qualche problema di accesso ai capi di Stato e di governo. La premier estone Kaja Kallas è arrivata a piedi all’Europa Building: «È stato un po’ difficile entrare, ma è stata una camminata piacevole”, ha detto ai giornalisti entrando.

Gli agricoltori sono arrivati da tutta Europa per protestare contro la Politica agricola comune (Pac) e il Green Deal, paralizzando Place de Luxembourg, davanti alla sede del Parlamento europeo. Non sono mancate però violenze e danneggiamenti infatti, gli agricoltori hanno appiccato alcuni roghi con legna e pneumatici. Le violenze sono continuate con il lancio di bottiglie e uova contro la sede del Parlamento europeo all’ingresso principale situato a Place de Luxembourg. La polizia, in tenuta anti-sommossa dietro alle transenne posizionate lungo tutto il perimetro, ha azionato gli idranti. L’ira dei manifestanti però non si è placata infatti gli agricoltori posizionati nelle vie parallele all’Eurocamera hanno fatto esplodere anche numerosi petardi al grido di «Senza agricoltori non c’è agricoltura».
Gli agricoltori hanno anche abbattuto una delle sculture storiche presenti a Place du Luxembourg, risalente al 1872, davanti alla sede del Parlamento europeo. La statua fa parte del complesso monumentale John Cockerill, in memoria del pioniere dell’industria siderurgica e della ferrovia in Belgio. La statua giace ora a terra sul prato al centro della piazza, circondata da roghi alimentanti con legna e pneumatici. Su un’altra statua del monumento è stato affisso il cartello: “People of Europe, say no to despotism” (“Popoli d’Europa, dite no al dispotismo”).

«Per me la violenza non è mai giustificata per nessuna ragione al mondo». Così il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione degli accordi sulla ristorazione, commenta gli scontri a Bruxelles. «Le manifestazioni pacifiche e democratiche della grandissima parte degli agricoltori vanno rispettate. Quando c’è violenza c’è un problema e non ci sono giustificazioni», aggiunge.

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