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domenica 21 Luglio 2024
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Voto di scambio in Sicilia: sospeso Sammartino. Lo zio è nella la commissione ispettiva a Bari

Terremoto politico-giudiziario alle pendici dell’Etna. Undici persone – tra esponenti politici, funzionari comunali e imprenditori – sono state arrestate con l’accusa, a vario titolo, di scambio elettorale politico-mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione aggravata, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti.

Tra gli arrestati il sindaco di Tremestieri Etneo, Santi Rando. Ai domiciliari il suo oppositore politico, Mario Ronsisvalle, poi suo alleato. Sospeso dalle funzioni pubbliche per un anno il vice presidente della Regione Luca Sammartino, anche assessore regionale all’Agricoltura, che è uno degli esponenti di spicco della Lega in Sicilia.

Sammartino è indagato per corruzione e per questa ipotesi di reato è stato sospeso dal gip per un anno dall’esercitare funzioni pubbliche.

Luca Sammartino è il nipote di Claudio Sammartino, prefetto in quiescenza nominato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a presiedere la commissione d’accesso per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni nell’amministrazione comunale di Bari a seguito degli arresti per mafia e voto di scambio.

Da quanto risulta, tra zio e nipote non c’era consuetudine di rapporti, ma soltanto delle frequentazioni familiari.

L’inchiesta in Sicilia

Il provvedimento è stato emesso nell’ambito di indagini del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Catania condotte tra il 2018 e il 2021 e coordinate dalla Procura distrettuale etnea.

Dall’inchiesta, denominata Pandora, emergerebbero accordi illeciti tra alcuni amministratori del Comune di Tremestieri Etneo ed elementi vicini alla cosca mafiosa Santaopaola-Ercolano, riguardanti l’elezione nel 2015 dell’attuale sindaco Santi Rando, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per scambio elettorale politico-mafioso e corruzione aggravata.

Ulteriori indagini avrebbero fatto luce su quella che la Procura definisce «la successiva “degenerazione affaristica” dell’Ente, messa in atto dai funzionari infedeli mediante numerose corruttele, per concedere permessi e assegnare lavori agli “imprenditori amici”».

Emergerebbe inoltre, secondo la ricostruzione dell’accusa, «una strategia dei vertici comunali» finalizzata a «neutralizzare ogni forma di opposizione politica».

Per la Procura sarebbe stato «l’accordo corruttivo con lo storico consigliere d’opposizione Mario Ronsivalle, poi transitato tra i sostenitori di Rando per le amministrative del 2021». Ronsisvalle, titolare di una farmacia a Tremestieri, contesta la Procura «anche grazie all’intervento di Luca Rosario Sammartino, principale referente politico del sindaco, all’epoca dei fatti deputato regionale e attuale vicepresidente della Regione, sarebbe stato avvantaggiato attraverso la riduzione del numero delle farmacie presenti nella pianta organica comunale, promettendo in cambio il sostegno elettorale, per le elezioni europee del 2019, al candidato sostenuto dal Sammartino».

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