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domenica 3 Marzo 2024
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Bari, ora la destra è una polveriera. Forza Italia pesca tra i meloniani

Un partito incapace di esprimere un candidato sindaco, con un segretario cittadino dimissionario, un coordinatore provinciale chiamato a svolgere più ruoli e una base demotivata e pronta ad esplodere. A cinque mesi dalle comunali, a Bari Fratelli d’Italia vive momenti di forte tensione che, paradossalmente, potrebbero avvantaggiare non solo gli avversari di centrosinistra, ma anche gli alleati. Voci sempre più insistenti, infatti, danno molti delusi non più disponibili a candidarsi alle comunali, vista la sconfitta praticamente certa. E il loro approdo più o meno naturale potrebbe essere Forza Italia, pronta a tutto pur di rilanciarsi sui territori.

Ma che cosa ha trasformato il partito della premier Giorgia Meloni in una polveriera? All’origine del caos c’è la nomina di Gigi Decollanz, finora segretario barese di Fratelli d’Italia, recentemente nominato presidente di Acque del Sud, la società del Ministero dell’Agricoltura che ha preso il posto dell’Ente di irrigazione. Con l’addio di Decollanz, tutti i ruoli di vertice sono accentrati in Michele Picaro, consigliere regionale e coordinatore provinciale che ora è chiamato a guidare la marcia dei meloniani verso le comunali baresi della prossima primavera.

E qui sorge il problema: sebbene abbia militato in diversi partiti (PdL, Udc, Ncd, Forza Italia e Lega) prima di approdare in Fratelli d’Italia, Picaro è l’uomo che Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e numero uno dei meloniani in Puglia, ha deciso di candidare alle prossime elezioni europee. Con Picaro all’Europarlamento, Gemmato potrebbe affidare il ruolo di coordinatore provinciale del partito al fratello Ninni, in passato sindaco di Terlizzi, per poi farlo eleggere in Consiglio regionale. Un’operazione che fa storcere il naso a diversi militanti: «È inconcepibile – si lascia sfuggire qualcuno – che sia dato tanto spazio a un esponente che non ha militato nel Movimento sociale italiano né in Alleanza nazionale. Ed è altrettanto inconcepibile che, in caso di sua elezione all’Europarlamento, a prenderne il posto debba essere il fratello di Gemmato».

Sullo sfondo resta la questione delle comunali baresi. Pur avendo la “golden share” all’interno della coalizione di centrodestra, Fratelli d’Italia non è stato ancora in grado di esprimere un candidato sindaco. Prima ha puntato sul senatore Filippo Melchiorre, che ha rinunciato, poi si è incaponito nella scelta di un civico, incassando una serie di rifiuti. «Se davvero Picaro pensa a fuggire in Europa, è perché qui abbiamo già perso. Siamo carne da macello», sostiene un possibile candidato al comune.

Insomma, il caos è evidente e ad approfittarne potrebbe essere Forza Italia. Secondo qualche berlusconiano, l’ex ministro Maurizio Gasparri, che conosce bene la realtà pugliese, ha già avviato la “campagna acquisti” a Bari e dintorni. Al suo fianco il fedelissimo Sergio Silvestris, prossimo candidato alle europee, impegnato a recuperare voti di destra tra i baresi delusi da Fratelli d’Italia.

Gasparri e Silvestris avrebbero puntato diversi scontenti. Tra questi Tommaso Scatigna, ex sindaco di Locorotondo e primo dei non eletti alle ultime regionali. Nel caso in cui Picaro dovesse “volare” in Europa, Scatigna gli subentrerebbe in Consiglio regionale. L’ex sindaco di Locorotondo, però, è deluso da Gemmato, che alle regionali gli preferì proprio Picaro, e in Fratelli d’Italia avrebbe poche chance di rielezione. Ecco perché molti danno per probabile il suo approdo nei ranghi di Forza Italia che lo candidò alla Camera nel 2018 e dove avrebbe più spazio. Una circostanza che indebolirebbe i meloniani in Regione e darebbe il via a una diaspora a destra.

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