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giovedì 13 Giugno 2024
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Patto per la legalità in Puglia, il senatore Turco (M5S): «Può essere modello nazionale»

Non ci sono teoremi, neppure strategie, ma solo rispetto di un principio: «Le nostre decisioni non sono mai calate dall’alto ma sono il risultato di un dialogo continuo con i nostri rappresentanti e i gruppi territoriali». Il vice presidente M5S e parlamentare tarantino, Mario Turco, sintetizza così la posizione sui territori: «Non ci interessano le alleanze per il potere. Le nostre scelte sono condizionate dai temi e dai programmi. Non ci interessa occupare i palazzi, ma dare soluzioni ai problemi dei cittadini».

Senatore, soddisfatti delle scelte di Emiliano?

«Il presidente Conte è venuto in Puglia per chiedere precisi e concreti segnali di cambiamento e abbiamo consegnato ad Emiliano un dettagliato patto per la legalità. Ci sono stati dei segnali, come l’istituzione dell’assessorato omonimo, ma siamo in attesa di ricevere altre risposte. La Puglia ha la grande opportunità di ergersi a modello nazionale, visto che il tema della criminalità riguarda anche Regioni governate dal centrodestra. La politica deve decidere da che parte stare: non può esserci buongoverno senza il rispetto della legalità e dell’etica pubblica».

Dunque, pronti a rientrare in giunta?

«Non ne facciamo una questione di poltrone e non si tratta di entrare o meno in giunta. In Puglia molte cose hanno funzionato bene, così come portante è stato il lavoro svolto dai nostri consiglieri e dall’assessore Rosa Barone. Oggi, però, si tratta dare risposte concrete alle note vicende giudiziarie in materia di gestione degli appalti, conflitto d’interessi, nomine dei dirigenti e dei collaboratori amministrativi, rafforzamento del nucleo ispettivo e di vigilanza, auspicando nel contributo delle altre forze politiche».

Ma è finita la primavera pugliese?

«Diciamo che è cambiato il clima. Non dobbiamo dimenticare le cose buone fatte negli ultimi vent’anni dal governo progressista in Puglia, ma ora è necessario un cambio di passo: serve rinnovamento e una nuova prospettiva. Occorre perseguire continuità e rinnovamento in un dialogo franco e trasparente».

Però qualcuno sostiene che Emiliano assecondi Conte non tanto per le richieste avanzate, quanto per un obiettivo: fare fronte comune contro il Pd e mettere in difficoltà la Schlein?

«Questi ragionamenti non ci appartengono. Il nostro obiettivo è lavorare bene a tutti i livelli istituzionali, tutelando i cittadini. Davanti alle accuse avanzate dalla magistratura non abbiamo girato la testa dall’altra parte e abbiamo chiesto un segnale di vero cambiamento».

Anche affossando le primarie a Bari?

«Vista la vicenda giudiziaria, a Bari le primarie non sarebbero state trasparenti e c’era il rischio di un voto inquinato. Abbiamo dimostrato, in più occasioni, di tenere all’unità della coalizione. La decisione dei due candidati, Leccese e Laforgia, di sostenersi in caso di ballottaggio, lo dimostra».

Archiviando brutalmente la stagione di Decaro?

«Decaro è stato un buon sindaco, ha governato bene la città di Bari, ma adesso occorre guardare al futuro. Non possiamo vivere di luce riflessa e serve costruire una nuova classe politica locale che parta dalle periferie; da chi è in difficoltà, rafforzando la mobilità interna e offrendo maggiori servizi alle imprese e all’università, con attenzione al problema “casa”».

Questione solo barese?

«No: a Taranto è stato tradito il patto elettorale con i cittadini L’amministrazione non ha avuto il coraggio di assumersi le responsabilità di fronte al mandato, non rispettando il programma per il quale era stata votata dai tarantini. La città adesso è completamente in stand-by, senza soluzioni efficaci alle tante questioni aperte, a causa del trasformismo politico e degli interessi individuali anteposti a quelli della collettività».

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