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sabato 13 Aprile 2024
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«Più spazio per turismo e commercio»: così il piano regolatore cambia il porto di Brindisi

A breve il porto di Brindisi avrà il suo Piano regolatore: è stato approvato il decreto, sottoscritto dai ministri Pichetto Fratin e Sangiuliano, con cui è stata emanata la valutazione ambientale strategica.

La notizia è stata comunicata dal parlamentare e commissario regionale di Forza Italia Puglia, Mauro D’Attis: «Un passaggio importante, considerando anche che l’ultimo Piano risale al lontano 1975. Il documento, proposto dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, rientra – aggiunge – tra gli strumenti di programmazioni più significativi che sicuramente concorrerà, in maniera decisiva, allo sviluppo infrastrutturale dello scalo». Come riferisce D’Attis «nel piano, infatti, sono contenuti e previsti tanti investimenti, soprattutto nella parte esterna (zona franca) a servizio della cantieristica».

«Si tratta di interventi che si aggiungono a quelli già avviati per il porto di Brindisi e che saranno in linea – conclude – con il percorso di decarbonizzazione a cui si sta lavorando».

Secondo il presidente dell’Autorità portuale, Ugo Patroni Griffi, «lo scalo brindisino deve essere motivo di grande orgoglio per la Regione perché accoglierà il primo piano regolatore portuale in base alla nuova disciplina del 2021, stabilita seguendo le richieste dell’Unione europea». I vantaggi saranno molteplici in termini di pianificazione più che urbanistici, perché è importante puntualizzare che per legge sarà l’unico strumento capace di regolare in maniera armonica il porto e prevenire così attriti con altri enti.

Una pianificazione che va nella direzione dell’efficienza dello scalo e che lo renderà potenzialmente attrattivo per eventuali investimenti e capace di accogliere, senza generare conflitti, le variazioni dei traffici. «A Brindisi verrà disegnata una nuova architettura economica del porto particolarmente allettante perché verranno attribuiti gli spazi giusti a tutte le economie del mare dal traffico dei passeggeri, con componente turistica, a quello commerciale e industriale – spiega il Presidente – Verrà comunque mantenuta la stessa suddivisone geografica con il porto interno, area più vicina alla città con attività cantieristica e funzioni più compatibili con il tessuto urbano, il porto medio prevalentemente adibito al traffico dei passeggeri e il porto esterno cioè quello commerciale con la nuova banchina dedicata al traffico industriale già autorizzata per il traffico doganale. Quest’ultima sarà particolarmente attrattiva perché permetterà la realizzazione un vero e proprio porto franco».

Decisamente una buona notizia per la città e per tutta l’economia che ruota attorno al sistema portuale. Secondo gli addetti ai lavori, dotare il porto di un importante piano di programmazione per affrontare anche i momenti di crisi nel breve, medio e lungo termine scioglie ogni dubbio sulla vocazione del porto ed è quanto si aspettavano gli investitori. Adesso c’è solo da augurarsi che i tempi per il completamento e per il rilascio delle idonee autorizzazioni, siano brevi.

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