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giovedì 13 Giugno 2024
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Sicurezza sul lavoro, Bari maglia nera in Puglia: a rischio sanità e assistenza sociale

La sicurezza sul lavoro è una grande emergenza nazionale su cui agire 365 giorni all’anno. Il 28 aprile, si celebra la Giornata Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). «La Cisl da sempre, ed in particolare in questi mesi, l’ha affrontata con una mobilitazione diffusa nei luoghi di lavoro e nei territori, con fermezza ma anche con grande concretezza». Lo ribadisce il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci. «I dati Inail sul territorio pugliese evidenziano, nei primi due mesi dell’anno, il numero più elevato di denunce a Bari, seguita da Lecce e da Taranto. I casi d’infortunio in Puglia – prosegue – sono stati 4.223, di cui 1.455 donne e 2.768 uomini. Nel 2023 le denunce erano state complessivamente 3.971, ovvero sono stati 252 in meno».

I maggiori infortuni si sono verificati, a gennaio e febbraio 2024, principalmente nel settore della sanità e assistenza sociale (352 denunce), delle attività manifatturiere (226), commercio (201) e delle costruzioni (208). Nello stesso periodo le denunce d’infortunio con esito mortale sono state 7. «Diverse sono state le giornate che stiamo dedicando alla formazione e all’informazione – spiega Castellucci – con delegati, Rls e addetti ai lavori, istituzioni, e che ha visto lo scorso 13 aprile una tappa importante con una grande manifestazione nazionale della nostra confederazione sindacale Cisl a Roma. La Cisl ha invitato ancora una volta a fare fronte comune concretamente tra istituzioni, imprese, sindacati, così come abbiamo chiesto più controlli, prevenzione, informazione, più sanzioni per chi non rispetta le norme in materia».

Numerose sono state le iniziative realizzate dalla Cisl Puglia con le strutture categoriali regionali, confederali territoriali, sportelli lavoro, enti e associazioni dell’Organizzazione, nonché l’Inail regionale, con cui abbiamo collaborato alla produzione e diffusione del cortometraggio “Conto Terzi”. La sua proiezione è avvenuta anche in diverse scuole che ha consentito un dialogo con oltre un migliaio di ragazze e ragazzi su questi importanti temi.

«Sicuramente è decisiva la questione culturale e formativa che vede il mondo del sapere, della scuola determinante per le generazioni future. Siamo convinti – conclude – che occorre agire sulla formazione dei lavoratori ma anche con determinazione su quella degli imprenditori. Occorre garantire in ogni realtà lavorativa, la rappresentanza per la sicurezza regolarmente eletta/designata dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso il regolare esercizio del ruolo, vicino alla necessaria “maggiore responsabilità” dell’impresa. È bene chiarire, una volta per tutte, che la vita delle lavoratrici e dei lavoratori non è negoziabile».

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